Il 10 gennaio, data del ritorno in classe, si avvicina. A preoccupare è la recrudescenza dei contagi da Covid. Da qui il dibattito che impazza, “animando” le agende politiche dei governatori: è opportuno riaprire le scuole, la prossima settimana, o sarebbe stato meglio rinviare di una ventina di giorni, come non più tardi di ventiquattr’ore fa ha consigliato di fare il presidente campano Vincenzo De Luca? Al momento, l’indirizzo del governo sembra essere quello del “si tira dritto”. Insomma: nessun rinvio. Il 10 si riaprono i battenti. Punto. Tuttavia, a palazzo si discute ancora. E le Regioni non sono certo rimaste con le mani in mano. Anzi: hanno avanzato ulteriori e precise proposte all’esecutivo, proprio in tema di ripartenze. Ieri, il premier ha incontrato i ministri Bianchi (Istruzione) e Speranza (Salute) con il commissario Figliuolo proprio per passare al vaglio le proposte giunte dagli enti locali. Per capirci: i presidenti di Regione hanno chiesto che sia messa definitivamente fine all’incertezza: il suggerimento è quello di far scattare la Dad (didattica a distanza) con 1, 2 o 3 contagi in classe in base alle fasce di età (che hanno una copertura vaccinale più elevata); i governatori hanno chiesto anche lo stop all’educazione fisica e delle lezioni di canto (potenziali occasioni di contatto e dunque di diffusione del virus) e, per le scuole dell’infanzia, una settimana di isolamento in presenza di un solo caso contagio. Infine, alle elementari e medie la proposta è stata quella di far scattare la quarantena di 7 giorni in presenza di 2 o più casi di positività. Tocca ora al governo decidere il da farsi. L’ipotesi di lavoro emersa durante la riunione tra il premier ed i ministri a Palazzo Chigi sembra quella di voler in ogni caso privilegiare quanto più possibile le lezioni in presenza, sia pur rivedendo il numero di contagi che fa scattare la Dad per tutta la classe così come suggerito dalle Regioni. La priorità, sarebbe stato ribadito, rimane dunque quella di garantire il più possibile le lezioni in presenza, mettendo in campo tutte le soluzioni adatte a gestire il picco della quarta ondata Covid atteso a gennaio. Infine, una circolare è stata appena diffusa ai prefetti: a partire dal 10 gennaio la verifica dei certificati verdi (green pass) sarà compito delle aziende.