Beppe Grillo (foto depositphotos)

E’ prevista per il prossimo 13 giugno l’apertura del processo che vede Beppe Grillo alla sbarra, accusato dei reati di violenza privata e lesioni personali ai danni del giornalista Francesco Selvi. La procura di Livorno ha, infatti emesso un decreto di citazione a giudizio.

VIOLENZA PRIVATA: PER IL GIP NESSUNA ARCHIVIAZIONE
La stessa procura (pubblico ministero Sabrina Carmazzi), aveva anche chiesto l’archiviazione per l’accusa di violenza privata – notificando invece un avviso di conclusione indagini per il reato di lesioni, tuttavia il gip (Mario Profeta), a fine 2021, l’ha respinta ordinando l’imputazione coatta.

I FATTI DI MARINA DI BIBBONA
I fatti di cui l’ex comico genovese è accusato, risalgono al 7 settembre del 2020 quando sulla spiaggia di Marina di Bibbona il giornalista di Rete4 stava cercando di intervistare il garante del Movimento per la trasmissione “Diritto e Rovescio“. Secondo l’accusa Grillo strappò di mano il cellulare a Selvi, poi lo spintonò per le scale dello stabilimento balneare dove si trovava in quel momento, procurandogli un trauma distorsivo al ginocchio sinistro. Le indagini partirono subito dopo la denuncia (per violenza privata e lesioni) presentata dal giornalista alla procura di Livorno.

INDAGATO PER TRAFFICO DI INFLUENZE
Non c’è solo l’inchiesta di Livorno, tuttavia, ad impensierire il fondatore del Movimento. Grillo, infatti, in queste ore, si è ritrovato anche sotto la lente d’ingrandimento della Procura di Milano che ha iscritto il comico genovese nel registro degli indagati con l’accusa di traffico di influenze illecite nella vicenda legata alla Moby, la compagnia guidata dall’armatore, Vincenzo Onorato. Si tratta di vicende che risalirebbero agli anni 2018 e 2019.

TRE I FRONTI ATTENZIONATI
Secondo quanto trapelato dagli atti dell’indagine, sarebbero almeno tre i fronti “attenzionati” dalla procura meneghina, relativi ad altrettante richieste di interventi pubblici che sarebbero state avanzate dall’imprenditore Onorato a Beppe Grillo. Uno riguarderebbe il contenzioso civile tra Tirrenia e gruppo Onorato, l’altro la proroga della convenzione fra Stato e Compagnia Italiana di Navigazione per la continuità territoriale marittima e, infine, il terzo, la limitazione dei benefici fiscali alle navi che imbarcano equipaggi italiani e comunitari.