Il palazzo del Quirinale, sede della Presidenza della Repubblica italiana (foto depositphotos)

Prima un vertice, con lo stato maggiore di Forza Italia, convocato, oggi, a Villa San Martino, ad Arcore. Poi una telefonata ai leader di Lega (Matteo Salvini) e Fratelli d’Italia (Giorgia Meloni) per concordare il “da farsi” in vista del vertice di coalizione, in programma domani, a Roma. Silvio Berlusconi si prepara per la partita del Colle. Se è vero – come da più parti si ipotizza – che il Cavaliere è pronto a fare un passo indietro, rinunciando alla sua candidatura, appare anche evidente il ruolo che l’ex premier vorrebbe ritagliarsi nella difficile corsa per il Quirinale: quello di king maker o di figura “trainante” del centrodestra.

VERTICE CON STATO MAGGIORE DI FI, POI TELEONATA A SALVINI E MELONI
In mattinata nella residenza del leader azzurro, sono arrivati, tra gli altri, il presidente dei deputati forzisti, Paolo Barelli, la capogruppo al Senato Anna Maria Bernini, la senatrice Licia Ronzulli e il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri. La delegazione è giunta all’ora di pranzo ed è uscita nel pomeriggio. Subito dopo, come detto, il fondatore di Forza Italia si è confrontato telefonicamente con Salvini e Meloni. I tre si vedranno di persona domani, a Roma. Per ribadire, ancora una volta, come recita una nota congiunta, che “in occasione dell’elezione del presidente della Repubblica, il centrodestra avrà una posizione condivisa e unitaria”.

SALGONO LE QUOTAZIONI DI MARIO DRAGHI
A leggerla tra le righe, appare chiaro che il Cav non sarà più della partita. Ma è anche vero che senza accordo si profila sempre più un appoggio, anche da questo versante della barricata, all’attuale premier Mario Draghi che si troverebbe a raccogliere l’eredità di Sergio Mattarella.

PREMIER ELETTO CAPO DELLO STATO ALLA QUINTA VOTAZIONE?
Dopo l’assemblea dei deputati di ieri sera, seguita al faccia a faccia di Giuseppe Conte con il leader leghista Matteo Salvini, si profila, infatti, l’appoggio all’attuale presidente del Consiglio anche all’interno del M5S. Il che, pallottoliere alla mano, garantirebbe all’ex “numero uno” della Bce i voti necessari per essere eletto nuovo Capo dello Stato alla quinta votazione.