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Di FRANCO ESPOSITO

I fatti dicono questo: rap fa rima con rapina. Capita, laddove non dovrebbe succedere. Que e là deborda il  presunto fenomeno di cantare la vita in un certo modo. A modo loro, quello appunto rapper. Scansate per un pelo invasione e totalizzazione, con somma delusione di chi forse le aveva messe in programma, si scoprono gli altarini. Come le cose che cantano alcuni così fanno. Rap pare effettivamente fare talvolta rima con rapina. Arrestati i cantanti Baby Gange e Neima Ezza. I reati commessi? Per ora le accuse dicono di violenze e furti ai coetanei, 

Il video della canzone “Rapina” di Baby Gang e Neima Ezza è stato pubblicato su Youtube, sette milioni e mezzo di visualizzazioni. Queste le parole del brano: “lo buttano in gabbia pensando che il, ragazzo cambia. Ma esce, fra’, con più rabbia di prima”. Baby Gang canta pure a questa maniera: “Fermi tutti, è una rapina”, armato e col volto coperto dal passamontagna, poco prima di colpire davvero. Un’altra volta. 

Certo, non è il caso di generalizzare, guai accusare tutti, guai pensare che il rapper in Italia sia una cosa marcia dalla testa ai piedi. Ma la realtà purtroppo è questa: nessun filtro dalle canzoni ai fatti, e vicerversa. I rapper milanesi, per essere chiari, quelli della Seven zoo, la periferia di Sa Siro, in mezzo ai palazzi del ricchi da una parte e lo stadio del calcio dall’altro, pare non siano mai stanchi di rapine. Non li ferma il successo, testimoniato da un milione di ascoltatori su Spotfly. E non manifestano nessuna voglia di fermarsi nella loro smania di delinquere neppure in presenza dei soldi, le interviste, i contratti con le case discografiche. 

Torna in carcere Zaccaria Mouhib, alias Baby Gang,venti anni. Mostra di non aver perso il vizio e si ritrova ora in gattabuia per una rsapina del 12 luglio nell’hinterland di Milano, a Vignate. Dentro finisce pure il coetaneo Amine Ez Zaraoni, in arte Neima Ezza. É accusato di due rapine di gruppo. Avrebbe commesso i reati a maggio alle Colonne di San Lorenzo. E in carcere c’è già anche Samy Samuel Natthew Dhari, con alcuni precedenti e un affidamento in prova. Avrebbe rapinato in data 12 maggio. 

Diventa  questo punto un dovere denunciare gli episodi criminosi contestati dal pm Leonardo Lesti, coordinatore delle indagini di polizia e carabinieri. Gli autori delle rapine riconosciuti anche con una certa rapidità: avevano agito senza passamontagna. Il riconscimento è avvenuto attraverso le indicazioni fornite dalle vittime. 

L’ordine di cattura del giudice Mnuela Scudieri annoda gli episodi. Mette i fatti in fila uno dopo l’altro, Alle 22 del 23 maggio un ragazzo viene accerchiato a tre coetanei alle Colonne di Milano. Uno lo colpisce con uno schiaffo al petto e gli strappa dal collo la catenina d’oro. Ventiquattrore prima un altro giovane aveva subito una rapina identica. La stessa squallida tecnica, medesima la dinamica della violenza.

Quando gli agenti mostrano alle vittime l’album fotografico Baby Trap, i due aggrediti non mostrano il minimo dubbio. “É Neima Ezza”. Formalmente, ma solo formalmente, incesurato El Zaraoui ha “un ruolo di protagonista che evidenzia la personalità di chi assume il comando del gruppo criminale”. Questo scrive il gip. 

Proprio la fama di Baby Gang ne consente l’immediata identificazione. E il 12 luglio, un giovane di ventuno anni è seduto sul lato passeggeri di una Renault Clio, al campo sportivo di Vignate Aspetta che un suo amico, sceso poco prima dall’auto, termini di comprare hashish. In due si avvicinano armati di pistola. Il giovane viene minacciato di morte, mentre gli aggressori lo derubano di 130 euro, le chiavi dell’auto e gli AirPods. Poi fuggono in Mercedes. 

Troppo tardi però per il rapper: l’amico della vittima lo ha riconosciuto. “L’auto mi è rimasta impressa, ho notato che il sedile del passeggero era occupato dal noto cantante Baby Gang”. 

Secondo il gip le due rapine sono state portate a compimento con “una particolare espressione di spregiudicatezza sintomo di una concreta pericolosità sociale”. Pericolosità di fatto certificata, per quanto riguarda Baby Gang, dalle 350 pagine di fascicolo depositato al tribunale. Il giudice sta valutando la sorveglianza speciale. 

Racconta in un’intervista Baby Gang, ospite delle prigioni, entrate e uscite in successione, da quando aveva quindici anni: “Questo qui sono io”. Di pari passo con il successo, il rapper colleziona Daspo e fogli di via a Milano, Lecco, Riccione, Cattolica, Rimini, Misano Adriatico, Bellaria . E canta: “Beccaria, San Vittore, Opera, Bollate. Le quattro carceri milanesi. 

É tutto maledettamente vero. Alcuni rapper come la cantano così la fanno. Sì, alcuni, una parte, magari non tutti.