Papa Francesco (foto depositphotos)

“Quanto dolore sentiamo nel vedere nostri fratelli e sorelle morire in mare perché non li lasciano sbarcare. E questo, alcuni lo fanno in nome di Dio”. Lo ha detto, questa mattina, Papa Francesco in un passaggio “a braccio” della sua omelia pronunciata durante la messa celebrata nella Basilica di San Pietro in occasione della Giornata della Parola di Dio.

CULTO GRADITO A DIO E’ PRENDERSI CURA DEL PROSSIMO
“Il culto più gradito a Dio – ha spiegato Bergoglio – è prendersi cura del prossimo“. “Dobbiamo tornare su questo, in un momento in cui nella Chiesa ci sono tentazioni di rigidità” ha proseguito il Pontefice. Si tratta, ha detto ancora: di “un’aberrazione. Si crede che per trovare Dio si debba diventare sempre più rigidi, con più norme. Non è così. Quando noi vedremo proposte rigide, pensiamo subito: questo è un idolo, non è Dio. Il nostro Dio non è così”.

PELAGISMO MODERNO, TENTAZIONE DELLA CHIESA
In un altro passaggio dell’omelia il Papa ha argomentato: “Ho parlato della rigidità, di quel pelagianesimo moderno che è una delle tentazioni della Chiesa. E quest’altra è cercare una spiritualità angelica, è un po’ l’altra tentazione di oggi: i movimenti spirituali gnostici, lo gnosticismo, che ti propone una Parola di Dio che ti mette in orbita e non ti fa toccare la realtà”.