di ROBERTO ZANNI
Ci sono 214 negozi, 58 punti di ristoro. Westfield Valley Fair a San Jose è, per superficie, il centro commerciale più grande del nord della California, ma per fatturato è il numero 1 di tutto lo stato. Un gigante, ci si perde una volta entrati, ma Valley Fair è anche il mall, il centro commerciale, di Silicon Valley. Ecco la doppia importanza, denaro e location. E a dimostrazione di cosa stiano facendo da quelle parti ecco una trasformazione, per renderlo ancora più unico, iniziata nel 2016 che porterà alla fine 100 nuovi punti vendita in più, comprese grandi prestigiose firme per un costo alla fine di 1,1 miliardi di dollari. E chi se non Eataly poteva fare il suo ingresso al Valley Fair nel nome del meglio del made in Italy?
Ed è tutto programmato, questione di qualche mese. Un ritardo, l’apertura era prevista entro la fine del 2021, dovuta alla pandemia, che però ha solo rallentato un progetto ormai entrato nella fase conclusiva: Eataly infatti si svilupperà su tre piani e avrà una superficie di quasi 5.000 metri quadrati si attende ormai solo l’inaugurazione nei prossimi mesi. Sarà il nono punto vendita nel Nord America dopo i due di New York (Flatiron e Downtown), Chicago, Boston, Los Angeles, Las Vegas, Dallas (l’ultimo arrivato, per ora) e Toronto in Canada. La formula vincente formata da mercati, ristoranti, caffè, ma c’è pure l’angolo del caviale, che Eataly sta per portare là dove l’high tech raggiunge le vette più elevate: così tra Apple, Google e Facebook ecco il meglio del made in Italy a tavola firmato dall’idea che Oscar Farinetti lanciò nel 2007 e che ora ha nel figlio Nicola l’esecutore principale nel ruolo decisionale di Global CEO.
“Siamo entusiasti di portare Eataly in una delle regioni economiche più importanti del mondo. Porteremo molti dei nostri prodotti dall‘Italia – aveva spiegato proprio Nicola Farinetti – ma sarà prioritario lavorare anche con i produttori locali della California“. Un progetto di ampio respiro, una delle caratteristiche vincenti di Eataly, che ha entusiasmato anche i rappresentanti della grande comunità locale italo-americana. “Ci sono poche cose che gli italiani celebrano tanto quanto il buon cibo e il buon vino – ha detto Felix Dalldorf presidente dell’Italian American Heritage Foundation di San Jose – anche se potrebbe essere la stessa cosa fare shopping nelle rivendite cittadine, portare prodotti freschi, ampia selezione di offerte e una nuova scelta nella degustazione ci aiuterà anche a portare qui un po’ d’Italia“.
La scelta di Silicon Valley e di San Jose in particolare è stata accolta con gioia dagli italoamericani, ma non solo visto che l’attesa per l’inaugurazione del nuovo megastore cresce ogni giorno che passa. “San Jose, città multiculturale, la decima più grande di tutti gli USA – ha sottolineato Anthony Zerbo vice presidente di Italian American Heritage Foundation – è stata una scelta saggia per rendere disponibili i prodotti italiani a un’ampia fascia di popolazione che non sono soltanto gli italoamericani”. E qualche anno fa Dale Achabal, docente di marketing e vendita al dettaglio alla Santa Clara University, in un’intervista rilasciata al Mercury News aveva descritto l’ampliamento del Valley Fair “non solo un centro commerciale, ma lo sarà per l’intrattenimento, un’esperienza memorabile per i consumatori. Un posto eccitante dove stare”. Poteva mancare Eataly?