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Non si contano gli scandali relativi alla falsificazione dei tamponi in Italia. L’ultimo arriva da Pergine, nel Trentino, ed è relativo al sequestro del centro tamponi allestito presso il locale centro sportivo.

Per i carabinieri e la guardia di finanza, che hanno apposto i sigilli alla struttura, l’ambulatorio accreditato con l’azienda sanitaria della provincia elargiva risultati “a richiesta”, positivi o negativi, dietro il pagamento di denaro.

Quelli negativi servivano per rientrare il più presto possibile al lavoro o per uscire dall’isolamento, quelli positivi per ottenere false certificazioni Covid da “guariti”. Denunciato per corruzione un infermiere titolare della struttura, a cui sono stati sequestrati 120mila euro in contanti.