(foto depositphotos)

di Franco Esposito

La dose di vaccino costava centocinquanta euro. Ma non andava nella parte alta del braccio, come da regola; finiva nell’ovatta. Scoperta a Napoli la truffa dei vaccini. Arrestati un infermiere e un operatore socio sanitario. L’esecuzione di quaranta perquisizioni porta al coinvolgimento di professori, imprenditori, dipendenti del ministero dell’ Interno e di una cooperativa sociale. “Necessita indagare sui complici, ad esempio le guardie giurate che indirizzavano i clienti verso il fax dell’infermiere infedele”, ordina il giudice Campoli. 

Frasi come queste emergono dai verbali: “Quelli hanno già pagato, e altri arriveranno dalla Puglia. Visto? Siamo grandi…”. Oppure questa, dalla bocca dell’infermiere truffatore falso vaccinatore: “Il vaccino non lo vuoi somministrato? Ti faccio la cortesia, non ti preoccupare. Vieni domani. Tu devi solo pagare, mi devi dare i soldi”. E c’ anche un video di una delle tante vaccinazioni fasulle che venivano eseguite nell’hub della Fagianeria di Capodimonte, non lontano dal famoso museo con annesso lo spettacolare bosco reale, parte alta di Napoli. 

Bastava pagare e la truffa scattava, a beneficio ovviamente dei no vax bisognosi della certificazione per accedere poi al Green Pass, in quanto obbligati dalla legge a sottoporsi alla immunizzazione per poter lavorare. Hanno ottenuto il documento senza vaccinarsi.  

Un’intera famiglia ha pagato e poi si è ammalata, dopo la falsa somministrazione. Il sistema illegale messo in piedi da un infermiere vaccinatore, Giuliano Di Girolamo, quarantuno anni, e dall’operatore socio-sanitario Rosario  Cirillo. Nelle carte dell’inchiesta condotta dai carabinieti del Nas coordinati dal pm Henry John Woodcock, si legge che il sistema posto in essere dalla coppia truffaldina portava al “rischio di aggravamento della pandemia in atto”. 

Siamo al cospetto di una vicenda criminale di non comune gravità”. Di Girolamo e Cirillo, entrambi in servizio all’ospedale San Giovanni Bosco, sono in carcere accusati di “corruzione, falso e peculato”. Scrive il pm Woodcock. I due avevano dato vita a un comitato d’affari capace di realizzare una seriale e lucrosa attività di false vaccinazioni”. 

Accuse gravi, provate anche dalle intercettazioni. Funzionava così la truffa dei falsi vaccini: Cirillo procacciava i clienti, Di Girolamo li sottoponeva poi all’iniezione virtuale, all’insaputa dei medici. Il giudice Campoli ha disposto nei loro confronti il divieto di espatrio. Le quaranta perquisizioni sono scattate contemporaneamente su delega della Procura. Riguardano i pazienti che hanno usufruito dell’iniezione simulata per se stessi e anche per amici e familiari. Una scorsa all’elenco degli imbroglioni consente di rilevare l’esistenza di un mondo No Vax. “Il sistema criminale appare mosso dalla spregevole volontà di eludere artificiosamente il dovere giuridico e, in alcuni casi, quello civico di vaccinarsi contro il Covid 19”. 

C’è di tutto un po’ in questa puzzolente vicenda. Il professore di Benevento che dopo il falso vaccino si mette pure in malattia per non andare a scuola e fissa poi un appuntamento anche per una collega. Il giovane imprenditore che si presenta all’hub di Capodimonte con la fidanzata a bordo di una Maserati. L’imprenditore che porta tutta la famiglia, moglie, un figlio e un altro minorenne, il fratello e la cognata. 

Il dipendente del ministero dell’Interno qualcosa aveva annusato. Insospettito dalla presenza di una persona (un carabiniere in borghese, impegnato nelle indagini), si spaccia per poliziotto, ovviamente senza mostrare il tesserino. L’elenco dei truffatori è praticamente infinito, e altri imbroglioni saranno smascherati a breve. L’operatrice della cooperativa sociale Gesco impegnata dell’assistenza di disabili, incassa centocinquanta euro per indirizzare i pazienti a Cirillo. 

Ma c’è anche chi dice no, esponendo palese rifiuto a prestarsi alla truffa dei vaccini virtuali. Non solo una coppia di anziani che all’ultimo momento non si presenta all’appuntamento. E il personale dell’Asl 1, che smaschera l’imbroglio. Innanzitutto un medico che il 27 novembre si insospettisce durante la seduta vaccinale di Di Girolamo e segnala “la criticità” a un dirigente, che immediatamente la trasmette a mezzo nota al manager Ciro Verdoliva. Il 29 novembre la denuncia al Nas. “Questi No Vax preferiscono il reato al vaccino, siamo stati noi a denunciare. Il rischio è alto: in giro ci sono molte persone che risultano vaccinate senza esserlo e possono così esporre altri al contagio”. 

Meditiamo gente, meditiamo.