Sergio Mattarella (foto: depositphotos)

Sergio Mattarella ha detto sì: sarà lui il successore di sé stesso. La delegazione dei capigruppo dei partiti che reggono la maggioranza del governo Draghi è appena stata al Quirinale dove ha ricevuto l'assenso del presidente della Repubblica a un secondo mandato. L'ottava votazione, in programma fra poco, alle 16.30, certificherà l'avvio del Mattarella bis (a breve aggiornamenti e approfondimenti).

Non solo. Mattarella si avvia a ricevere più voti di tutti i suoi prede predecessori. Sulla carta tutti - tranne i 63 grandi elettori di Fratelli d'Italia e i 18 di Alternativa c'è – sono pronti a votare per lui. Al netto delle assenze, dunque, su 1.009 grandi elettori circa 928 dovrebbero scrivere il nome di Mattarella sulla scheda. Si tratterebbe quindi di un record assoluto che supererebbe quello di Sandro Pertini, il 'Mr preferenze' fino ad oggi con 823 voti.

"È un momento difficile, lei rappresenta l'unità del Parlamento. Grazie". Questo il contenuto del ragionamento fatto dai capigruppo della maggioranza al Capo dello Stato. Ad intervenire, tra gli altri, sono stati i capigruppo al Senato del Movimento 5 stelle, Castellone, di FI, Bernini, del gruppo misto De Petris. "Rispetto il Parlamento anche se avevo altri programmi...", la risposta del presidente della Repubblica ai capigruppo.

"È bene per l'Italia che Mattarella per ora resti al Quirinale, lo aspettiamo qui, magari fra 7 mesi...". Parlano così alcuni vicini che vivono accanto alla nuova abitazione che Mattarella aveva scelto ai Parioli per il post-Quirinale. Ma alla luce degli sviluppi di queste ultime ore forse dovranno aspettare ancora per poter accogliere il nuovo vicino 'eccellente'.

C'è anche la consapevolezza però che le speranze del Paese, in questa fase, poggiano tutte su di lui. Ma non solo su di lui. Due passanti, con cani al guinzaglio, escono dal palazzo accanto a dove Mattarella ha preso la sua nuova abitazione e dove era già iniziato il trasloco. "Con la pandemia e il Pnrr - dicono - abbiamo bisogno di Mattarella al Quirinale e Draghi al governo, anche perché i politici sono tutti inetti".