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“Voli fantasma”: lo spreco di  CO2 diventa norma in Europa

 

In piena emergenza climatica, nei cieli dell’Unione europea volano decine di migliaia di aerei vuoti. Il motivo? Consentire alle compagnie aeree di mantenere le bande orarie (slot) nei principali aeroporti del vecchio continente. È il paradosso su cui Greenpeace ha puntato i riflettori, rilevando che questi voli inutili generano milioni di tonnellate di emissioni di gas serra che si sarebbero potuti risparmiare. Secondo l’analisi dell’Ong, sono almeno 100.000 i voli fantasma che questo inverno sono decollati senza passeggeri in tutta Europa. 

Nonostante la lotta al cambiamento climatico sembri una priorità per la Commissione guidata da Ursula von der Leyen e Frans Timmermans, in Europa le compagnie aeree sono costrette a far volare questi aerei senza passeggeri. Stando alle regole UE, infatti, il solo modo per evitare di perdere i diritti di decollo e di atterraggio nei principali aeroporti europei è quello di far volare una certa percentuale di velivoli della propria flotta.

Il problema si è presentato quando è iniziata la pandemia da Covid-19, che ha portato la Commissione europea, conscia della drastica diminuzione dei passeggeri in viaggio, a ridurre la percentuale di obbligo dall’80% al 25%. Lo scorso ottobre Bruxelles ha però aumentato la percentuale al 50%, e salirà di nuovo al 64% a marzo. E così, nonostante i grandi proclami sul clima, la sola Lufthansa in questa stagione invernale sta facendo volare 18.000 aerei vuoti per mantenere le preziose bande orarie negli aeroporti più importanti, come Francoforte, Parigi o Milano. E tra gennaio e marzo 2021 solo il 45% dei suoi voli era pieno. 

La piccola Brussels Airlines prevede invece di far volare circa 3.000 aerei vuoti o quasi vuoti, sempre nel corso di questo inverno. La posizione aeroportuale è infatti estremamente importante per le compagnie aeree. Tanto che fanno di tutto per mantenerla, perché il costo del cherosene non è niente in confronto alle conseguenze della perdita di un aeroporto. 

Tutto questo a discapito del clima: questi voli non necessari potrebbero generare fino a 2,1 milioni di tonnellate di emissioni di gas serra, quanto ciò che emettono in media 1,4 milioni di auto benzina o diesel in un anno. Sono stime che Greenpeace ha calcolato ipotizzando 20 tonnellate di emissioni di gas serra per ogni volo, un tempo di volo medio di 90 minuti per un aereo da 200 posti, su una distanza di 800-1.000 km. 

"La Commissione europea che chiede alle compagnie aeree di volare con aerei vuoti per mantenere i propri diritti non è solo inquinante, ma estremamente ipocrita, vista la sua retorica climatica", commenta Herwig Schuster, portavoce della campagna di Greenpeace European Mobility for All: "Le emissioni dei trasporti sono alle stelle. Sarebbe irresponsabile da parte dell'UE non far terminare questa vergogna dei voli fantasma e non porre divieto ai voli a breve raggio, dove c'è la disponibilità di un collegamento ferroviario più ragionevole". 

Il CEO di Lufthansa, Carsten Spohr, ha persino chiesto le "esenzioni per il clima" che vengono utilizzate in altre parti del mondo, per evitare che la sua compagnia aerea faccia volare questi voli extra non necessari solo per rispettare le regole UE. "Se non avessimo rischiato la perdita di slot in alcuni aeroporti in Europa, probabilmente li avremmo cancellati e messi insieme con altri voli", sottolinea Spohr. 

A chiedere chiarimenti in merito sono stati alcuni eurodeputati socialisti, tra cui Brando Benifei del Gruppo S&D, che ha definito i voli fantasma "un insulto che vanifica gli sforzi di milioni di persone e dei giovani che lottano ogni giorno contro il cambiamento climatico per proteggere il nostro pianeta". Anche Greta Thunberg non ha fatto mancare la sua voce, twittando in modo sarcastico che "l'UE è sicuramente in una modalità di emergenza climatica".

I sostenitori della Brexit giudicano questa faccenda dei voli fantasma come uno dei tanti controsensi che caratterizzano l'Unione europea. Il Regno Unito, in effetti, ha sospeso le sue regole sugli slot per la stagione invernale, eliminando i viaggi aerei inutili. Dal canto suo, la Commissione europea nega che le compagnie aeree stiano effettuando voli fantasma, o che le sue rigide regole di "utilizzare lo slot o perderlo" abbiano mai creato problemi. Come sostiene un portavoce della Commissione: "Gli aerei vuoti sono un male per l'economia e per l'ambiente ed è proprio per questo che abbiamo adottato diverse misure che consentono alle compagnie di non averli. Se le compagnie aeree vogliono far volare aerei vuoti, è una decisione della compagnia stessa, non il risultato delle norme UE."

Bruxelles sostiene che ha già eliminato gli obblighi degli slot e che le compagnie aeree sono tutelate, anche nel caso in cui i voli siano interrotti a causa delle severe misure sanitarie dei governi che pongono restrizioni di viaggio. Anche Tim Johnson, direttore della Aviation Environment Federation, commenta che è giusto concentrarsi sugli impatti climatici quando enormi quantità di CO2 vengono emesse in atmosfera inutilmente, ma c’è anche una "battaglia industriale più ampia", che indica la necessità di una riforma delle bande orarie: "Abbiamo bisogno di qualcosa che premi veramente l'efficienza. Una sorta di metrica di efficienza come base per l'assegnazione di slot, che permetterebbe ad una compagnia con aerei moderni di essere preferita rispetto alle rivali che operano con tecnologie più vecchie." 

Questa è la seconda volta nella crisi da Covid-19 che le regole delle bande orarie hanno costretto le compagnie aeree a far volare aerei vuoti. La speranza è che non ce ne sia una terza. Per il bene del clima, dell’ambiente e della credibilità delle istituzioni europee

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