Matteo Renzi (foto depositphotos)

di Franco Esposito

Prende soldi anche dalla Cina, non solo dall’Arabia Saudita. Matteo Renzi a gettone, l’Antiriciclaggio segnala nuovi bonifici incassati dal già presidente del Consiglio. Un milione e centomila dollari dai sauditi e soldi da una società cinese, per la quale il leader di Italia Viva ha svolto conferenze. La segnalazione è sospetta, 579mila euro euro dalla reale saudita, per AlUla. Rendono alla grande le partecipazioni alle conferenze nel Paese asiatico, posto di ricchezze in virtù del petrolio che da quelle parti zampilla come se fosse acqua fresca. 

Consip, Open, aziende fallite: i guai giudiziari nella famiglia Renzi non finiscono mai. Questioni di casa hanno coinvolto anche il papà del senatore, Tiziano, e la mamma Laura Bovoli. Grane a ripetizione, come se non bastassero quelle intitolate al solo Matteo. 

Lievita il conto bancario di Renzi. In Cina è andato per alcuni speech, ma stavolta la società cinese che l’avrebbe pagato è citata in una segnalazione per quelle operazioni sospette Sos) da parte dell’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia. Sarebbe scattato un “giro profondo” tra i due rapporti bancari. Entrambi di Matteo Renzi. La Sos è uno scoop firmato La Stampa, il quotidiano di Torino. 

I compensi percepiti dal senatore tornano al centro delle polemiche con risvolti, ovviamente, anche sulla politica. Era già successo a novembre, quando il Fatto Quotidiano  pubblicò gli allegati degli atti dell’indagine della Procura di Firenze sulla Fondazione Open. Renzi è indagato, con altri, per “concorso in finanziamento illecito”. Ma oggi come allora le consulenze del senatore non sono oggetto di indagine. La Guardia di Finanza ha appurato che sul conto di Renzi, nel periodo 2018-2020, erano stati accreditati bonifici per circa 2,6 milioni di euro in totale. Avrebbe fatto chiaramente bingo l’ex premier. La maggior parte dei compensi gli arriverebbe da speech: 43.800 euro dal ministero della finanza dell’Arabia Saudita; altri 39.930 dal Saudi commission for tourism. 

Le frenata sulle finanze di Renzi è del 2020. Il reddito del leader di Italia Viva si attesta a 517.319 euro, con 189.885 euro di imposte non pagate. Cifre dimezzate rispetto al 2019, passato agli archivi con un reddito di 1 milione e 92mila euro. Ovvio il calo, molte conferenze sono saltate a causa del Covid. Renzi ha ripreso l’attività di speaker nel 2021. 

I guadagni di Renzi si possono ricostruire dalla Sos rivelata domenica da alcuni quotidiani. “In data 13 dicembre 2021 un bonifico in accredito di un milione e 100mila euro dal cliente stesso con la casuale girofondi”. La Sos pubblicata dal Corsera segnala inoltre “Relativamente a quanto rilevato, il, cliente ha dichiarato al nostro consulente finanziario di riferimento che l’origine dei fondi sarebbe riferibile a delle prestazioni fornite in qualità di consulente dell’Arabia Saudita, finalizzate al sostegno della nascita di una città green, a scopo turistico, negli Emirati Arabi”. 

Ricostruita dagli analisti dell’Ufri l’origine di alcuni bonifici. Questi: 66.090 dal Founder Future Inv Iniziative Est. La partecipazione di Renzi nel board della Fondazione saudita creata nel 2020 per decreto di Re Salman era nota da tempo. Il ruolo ricoperto consentiva al senatore della Repubblica di intascare 80mila dollari all’anno. 

Secondo la Sos, a Renzi arrivano altri 570mila euro dalla Royal Commission Fur Alula. La presentazione dell’ex premier alla Commissione reale AlUla “come membro del Cda della Commissione era avvenuta in seguito all’intervento di Arab. 

La questione dei rapporti di Renzi con la società cinese è nuova. Nella Sos vengono citati “bonifici ripetitivi in accredito di 8.333 dalla Mataio International Public. Una società cinese che a pagato Renzi per “tre mesi di conferenze”, ci tengono a precisare persone vicine al senatore. L’approdo presso la Matai sarebbe stato favorito dalla Celebrity Speakers Ltd. L’agenzia internazionale che promuove famosi relatori per le conferenze. Matai ne avrebbe organizzata una a settembre 2019. E ne Renzi aveva pubblicato la notizia a settembre, senza specificare il nome della società. Nella foto su Instagram c’erano lui e l’ex  primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy, tutti e due vestiti di rosso. “Siamo pronti, il mio amico e io, per un convegno su Economia e Ambiente a Pechino. Non male le giacche, vero”, scriveva Renzi ovviamente al settimo cielo. Facile esserlo con quei guadagni. 

Come definirle con precisione le presenze di Renzi negli Emirati e anche altrove, non escluso il rapporto con la società cinese? “Attività professionali, lecite, trasparenti, perfettamente legali”, afferma  con l’assoluta sicurezza di non aver commesso reati di qualsiasi tipo. “Illegale è la pubblicazione di questo materiale che esce scientificamente da uffici pubblici e in redazioni di giornali diversi, con l’unico obiettivo di attaccare mediatamente”. 

Renzi profittatore, bluffeur, o totalmente innocente? Non resta quindi che aspettare. Il tempo sa essere spesso un gran galantuomo.