Gente d'Italia

Il messaggio del Circolo Giuliano dell’Uruguay per il Giorno del ricordo

di Matteo Forciniti

La crisi delle associazioni italiane in Uruguay con la pandemia continua a farsi sentire. Uno di questi esempi è il Circolo Giuliano dell'Uruguay, raggruppamento fondato nel 1994 per radunare esuli e discendenti istriani, fiumani e dalmati, ovvero dei territori appartenenti in passato all'Italia e poi passati alla Jugoslavia come conseguenza dei vari conflitti bellici del novecento.

 Mantenere la memoria verso quei tragici avvenimenti è stato l'obiettivo fondamentale di questa associazione portato avanti in questi anni attraverso una serie di iniziative. Tradizionalmente, in occasione del Giorno del Ricordo del 10 febbraio, a Montevideo veniva organizzata una messa per ricordare la giornata ma negli ultimi due anni ciò non è stato possibile come spiega a Gente d'Italia il responsabile Aldo Zanfabro che ha inviato un comunicato stampa che riportiamo.

Il Giorno del Ricordo è una solennità civile italiana, istituita nel 2004 per ricordare le tragedie avvenute nella Regione Friuli Venezia Giulia (province di Fiume, Gorizia, Pola e Trieste) e nella Dalmazia (provincia di Zara) tra il 1943 e 1947.

Nella Legge 92 del 30 marzo 2004 troviamo: "La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale "GIORNO DEL RICORDO" al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale (...)".

Breve inquadramento storico

1941:  Aggressione nazifascista alla Jugoslavia con l'annessione della provincia di Lubiana al Regno d'Italia ed occupazione militare della Dalmazia e del Montenegro.

1943 - 1944: Armistizio dell'Italia l'8 settembre 1943, la Venezia Giulia passò sotto la diretta amministrazione militare della Germania nazista: "zona d'occupazione del Litorale adriatico".

1945:  Disfatta tedesca, tutta la Venezia Giulia fu occupata il 1° maggio dai partigiani e dall'esercito jugoslavi, guidati dal Maresciallo Josip Broz "Tito". Nella metà di giugno gli Alleati Anglo-Americani obbligarono gli Jugoslavi a ritirarsi da Gorizia e Trieste, dove avevano causato tra 2.000 e 10.000 vittime Italiane tra infoibati e deportati. Durante l'occupazione del resto della Venezia Giulia, la violenza del regime comunista di Tito si abbatté sui militari, sui fascisti e, soprattutto, sulla popolazione civile contraria all'annessione alla Jugoslavia ed alla dittatura comunista, fino a configurare una vera "pulizia etnica": prigionia, campi di lavoro forzato, morti nelle foibe, dove furono gettati senza processo tanti italiani, che causò tra 5.000 e 8.000 uccisioni secondo una stima ancora approssimativa.

1947: 10 febbraio, firma del Trattato di Pace di Parigi, il quale conferma l'annessione alla Jugoslavia di quasi tutta la Venezia Giulia e di Zara, già occupate militarmente. Il suddetto Trattato aveva creato il Territorio Libero di Trieste sotto il controllo delle Nazione Unite. Successivamente T.L.T. fu diviso in due parti: Zona A (attuale provincia di Trieste) sotto un governo militare alleato e la Zona B, (Istria nord-occidentale) sotto l'amministrazione militare jugoslava.

1954: Con il Trattato di Londra (confermato nel 1975 con il Trattato di Osimo)  si assegnò la Zona A all'Italia e la Zona B alla Jugoslavia, alla quale furono ceduti  in totale 7.700 chilometri quadrati dell'ex Regno d'Italia, abitati da 650.000  persone, delle quali erano italiane quasi la metà.

La violenza scatenata contro gli italiani dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 provocò nella Venezia Giulia  e Zara un vero esodo di massa che coinvolse tra 250 e 300mila esuli italiani.

Il Giorno del Ricordo ogni 10 febbraio ci ricorda la firma del Trattato di Pace a Parigi.

COSA  SONO  LE  FOIBE?   

Sono abissi naturali, precipizi verticali, voragini rocciose a forma di imbuto rovesciato, presenti nella Venezia Giulia (Istria e Carso). Veri e propri inghiottitoi naturali delle zone carsiche: la cavità si restringe scendendo in profondità, poi si chiude e si allarga in fondo in un bacino. Furono recuperati da esse centinaia di cadaveri.

PERCHÉ RICORDARE?

Le vicende del Novecento sono prodotte delle ideologie totalitarie fondate sui miti dell'etnia superiore e di quella inferiore. La pulizia etnica subita dagli italiani della Venezia Giulia e della Dalmazia fu frutto dei nazionalismi esasperati che cercavano l'eliminazione o l'espulsione di coloro che formavano parte dell'etnia inferiore o di una minoranza circostanziale, dal territorio dello Stato totalitario.

Certamente bisogna guardare al futuro e non restare prigionieri del passato, ma ricordare un tempo feroce della storia recente ci obbliga ad essere attenti per non far parte delle ideologie che cercano di eliminare quello diverso e ci obbliga a lavorare senza sosta per propagare il senso di massima collaborazione tra i popoli e le persone.

Bibliografia: Istria, Fiume e Dalmazia – Profilo Storico – Guido Rumici

Matteo Forciniti

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