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Con grande stupore apprendiamo che la maggioranza del Comites di Montevideo ha espresso un parere negativo (10 contro 7) anche se NON VINCOLANTE in merito a ‘La Gente d’Italia’ soprattutto per la linea editoriale adottata dal Direttore Porpiglia. Prendiamo questo intervento del Comitato come una gravissima ingerenza all’interno di quello che in pratica resta l’unico quotidiano per gli italiani all’estero ancora in edicola.

E sappiamo anche che il presidente di questo organismo deve soldi all’amministrazione del nostro giornale dal lontano 2013 per pagine pubblicitarie pubblicate e mai pagate e che esiste ancora un contenzioso giudiziario per cui é vigente un conflitto d’interessi grande quanto una casa….

Meglio, a questo punto, far parlare i numeri. Dati alla mano il giornale vende ogni giorno nelle edicole più di 15mila copie, il che significa che 15mila persone quotidianamente fanno lo sforzo di andare in edicola, di spendere qualche soldo per acquistarlo. E che sul web sono piú di 20mila i contatti giornalieri certificati provenienti al sito da ogni parte del mondo.

Numeri importanti, secondo noi. Forse troppo importanti, dato che sembra dare fastidio a qualcuno. E se una decina di persone del Comites danno parere contrario a questa realtà che inoltre fa tanto indotto (cartiere, tipografie, distributori, edicolanti, giornalisti e affini) qualcosa non quadra. Stiamo parlando poi di un Comites il cui rinnovo nelle ultime elezioni ha visto al voto ben (eufemismo) 1.600 persone rispetto alle 90mila aventi diritto. Insomma, numeri a dir poco impietosi. Ma torniamo alla linea editoriale che non piace al Comitato: un autogol clamoroso perché queste persone hanno dimostrato di non conoscere neanche la Costituzione. A questo punto chiediamo un intervento ufficiale da parte della Federazione internazionale della stampa e di tutti i partiti perché è gravissimo che una minoranza si permetta di effettuare dichiarazioni diffamatorie, bugiarde senza senso che hanno un solo obiettivo, quello di far chiudere uno dei pochi giornali fuori dal coro dei padroni della politica e che per questo dà parecchio fastidio. Sarebbe bello, cari signori, per voi poter lavorare all’oscuro, senza che nessuno osservi il vostro operato che, spesso purtroppo non va verso la direzione della gente. Che per noi sono la linfa vitale. Adesso basta. Non stiamo giocando. Siamo seri. Chiediamo un intervento perentorio anche della magistratura civile e penale. Basta giocare con la pelle dei lavoratori per meri interessi personali…

PER IL COMITATO DI REDAZIONE

Stefano Casini

Sandra Echenique

Matteo Forciniti

Roberto Zanni