È una delle caratteristiche delle belle e grandi storie. Avere più momenti che ne ricordano e segnano il cammino. Grazie soprattutto ai lettori e a un Direttore/Editore, Domenico Porpiglia, che da 23 anni dedica la sua vita alla propria creatura, con un po’ di emozione, lasciateci dire che anche ‘La Gente d’Italia‘ appartiene alla categoria ‘belle e grandi storie’. E venerdì sera 18 marzo ha celebrato uno dei suoi anniversari: i primi 18 anni. Non dalla nascita, che risale al 1999, oppure dal passaggio a quotidiano o all’arrivo nelle edicole dell’Uruguay.

Venerdì è stato il compleanno dell’idea: i 18 anni, la maggiore età, da quando all’improvviso ‘Gente d’Italia’ fu pensato come il quotidiano per gli italiani all’estero da stampare e pubblicare in Uruguay, in uno dei Paesi che ha una delle più alte percentuali di discendenti di italiani. Così ecco il compleanno di venerdì sera celebrato al tavolo di un ristorante italiano di Montevideo: ‘Mediterraneo’, accolti come a casa dal proprietario, il napoletanissimo Antonio Guida, con un menù da ricordare: dalle pizze, ai ravioli fino a una fantastica parmigiana. Accanto al Direttore/Editore Domenico Porpiglia la consorte, medico oncologo e collega Matilde Gericke, poi illustri rappresentanti del giornalismo e della cultura da Esteban Valenti, fondatore e direttore dell’Agencia Uruguaya de Noticias a Juan Raso, docente universitario e giá capo della Rai in Sudamerica e oggi una delle grandi firme del giornale, poi Filomena Narducci, la voce di un po’ tutti gli italiani dell’Uruguay che ha fatto parte del Comitato di Presidenza del CGIE, la presenza di Luigi Perotti di Rai Italia, per raccontare l’inizio di una nuova avventura, arrivata poi così, all’improvviso. Non poteva mancare la redazione con Lucy De Los Santos, Francisco Peluffo, Matteo Forciniti, Stefano Casini e Roberto Zanni, responsabile della sede di Miami arrivato per l’occasione..

“Ero a Buenos Aires – il ricordo di 18 anni fa del Direttore – mi invitò a Montevideo un amico, il grande ambasciatore Giorgio Malfatti. Parlando mi disse ‘ma perchè non pubblichi qui il tuo giornale?’ Ero restio, invece mi sono trovato in un Paese stupendo.” Così, detto e fatto, già perchè (un altro dei miracoli di ‘Gente’) sempre nel 2005, poco più di un mese dopo, una data simbolo il 25 aprile (non solo la Liberazione, ma anche il compleanno del Direttore), ecco che ‘La Gente d’Italia’ era in edicola, a Montevideo e in tutto l’Uruguay. E sono passati 18 anni, con tante battaglie, tanti attacchi, tanta fatica, ma anche tanti successi alle spalle, gratificazione tra le quali in prima fila i riconoscimenti ricevuti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: prima con la sua presenza a Montevideo poi con la nomina, recente la scorsa estate, a Commendatore al Merito della Repubblica del nostro Direttore. Così il giornale degli italiani all’estero, uno dei pochissimi al mondo che sta resistendo a tutto e tutti, ha festeggiato quell’idea venuta fuori all’improvviso. Una serata però fatta non solo di ricordi, anzi il passato come sempre è stato ancora una volta il motore per guardare al futuro, a quello di cui necessitano gli italiani lontani dall’Italia con la garanzia che ‘Gente’ continuerà a svolgere quella che è la sua primaria funzione, essere al servizio dei lettori.

Da Últimas Noticias fino a El País e poi ancora con il web. La crescita di Gente d’Italia in questi 18 anni in Uruguay è stata continua, sempre al fianco di una collettività che ha trovato in questo giornale un preziosissimo alleato. A partire dal 2018 l’accordo di distribuzione insieme a El Pais, il quotidiano più diffuso del Paese ha consentito di aumentare notevolmente la visibilità di Gente d’Italia e di conseguenza, del variegato panorama italiano in tutto l’Uruguay, da Montevideo all’interno. In tutti questi anni il rapporto con le associazioni è stato molto fluido come dimostrano i messaggi di vicinanza giunti in ogni occasione importante.

Tutto questo e altro ancora è stato ricordato nella cena compleanno che ha visto la partecipazione della redazione del giornale insieme ad altri ospiti tra cui: Esteban Valenti, il direttore dell’agenzia di notizie Uypress, e Filomena Narducci, nota rappresentante della collettività. L’appuntamento è stato anche un’occasione per ritrovarsi dopo il periodo della pandemia: un periodo indubbiamente difficile per tutti ma affrontato da Gente d’Italia nel migliore dei modi, con la stessa voglia di informare di sempre .

“Gente d’Italia è un miracolo che può essere anche un modello per altri” ha commentato Esteban Valenti, ricordando un episodio professionale che lo ha coinvolto recentemente, con un’agenzia di notizie spagnola venuta in Uruguay per aprire una sede: “Quando ho fatto vedere loro che il giornale usciva tutti i giorni in cartaceo non ci potevano credere. La collettività spagnola a livello di numeri è più grande di quella italiana ma loro non hanno a disposizione uno strumento così importante come `Gente d’Italia”.

Un’amara riflessione sullo stato dell’italianità in Uruguay è stata invece quella di Juan Raso che ha però ribadito la fondamentale importanza del nostro quotidiano: “In questo paese nell’ultimo decennio l’Italia ha perso tantissime cose, ha perso diverse istituzioni e anche quel peso notevole nella società che aveva prima. ma ‘Gente d’Italia’ per fortuna resiste, è uno degli ultimi baluardi di italianità rimasti”.