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Le foreste sono "essenziali per la salute del pianeta e per il benessere umano": coprono quasi un terzo della superficie terrestre, agiscono come filtri naturali fornendo aria e acqua pulite e beni come legname, carburante, cibo e foraggi, aiutano a combattere i cambiamenti climatici (anche assorbendo un terzo delle emissioni di gas serra), proteggono la biodiversità, i suoli, i fiumi e i bacini idrici.

Eppure, ricorda la Fao, il mondo ha perso 420 milioni di ettari di foresta - un'area più grande dell'India - dal 1990 e la deforestazione continua a circa 10 milioni di ettari all'anno (media 2015-2020), all'incirca la dimensione dell'Islanda, principalmente a causa dell'espansione agricola.

Si celebra oggi la decima Giornata internazionale delle foreste, istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2012 per sensibilizzare sulla loro importanza. Il tema per il 2022 è "Foresta sostenibile per la gente e il pianeta, consumo e produzione responsabile" richiamando l'obiettivo 12 dell'Agenda Onu 2030 per lo sviluppo sostenibile.

E proprio una gestione sostenibile delle foreste può aiutare a ridurre la deforestazione e il degrado che avanzano in modo allarmante, a ripristinare i paesaggi degradati e a fornire alle persone posti di lavoro e materiali rinnovabili. Il sito delle Nazioni Unite sollecita il mondo ad attuare la recente Dichiarazione dei leader di Glasgow sulle foreste (l'impegno per fermare la deforestazione entro il 2030 per cui sono stati stanziati 19,2 miliardi di dollari) e l'uso del suolo e altri strumenti per proteggere le nostre foreste: "È tempo di vedere un'azione tangibile e credibile sul campo. Ciò significa porre fine ai modelli di consumo e produzione insostenibili che mettono a repentaglio le nostre foreste - sottolinea il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres - E significa fornire supporto per la gestione sostenibile delle foreste ai paesi e ai popoli che ne hanno bisogno". In occasione della Giornata Internazionale delle Foreste, Guterres richiama ad "un impegno a favore di foreste sane per mezzi di sussistenza più sani". Più della metà delle foreste del mondo si trovano in Russia, Brasile, Canada, Stati Uniti d'America, Congo e Cina, la maggior parte (45%) nella fascia tropicale, seguita da quella boreale.

Le due più grandi foreste pluviali al mondo sono considerate quelle dell'Amazzonia e della Repubblica Democratica del Congo. Le foreste ospitano circa l'80% della biodiversità terrestre, con oltre 60.000 specie di alberi. Circa 1,6 miliardi di persone ne dipendono direttamente per cibo, riparo, energia, medicine e reddito. Il settore forestale genera posti di lavoro per almeno 33 milioni di persone e i prodotti forestali sono utilizzati da miliardi di persone. Si stima che più della metà del Pil mondiale dipenda dai servizi ecosistemici, compresi quelli forniti dalle foreste, e più della metà della popolazione mondiale totale utilizzi prodotti forestali diversi dal legno per sostenere il proprio benessere e mezzi di sussistenza. Il legno è rinnovabile e contribuisce anche a sostituire materiali dannosi come la plastica, a creare nuove fibre per i vestiti e, attraverso la tecnologia, a far parte anche della corsa allo spazio, con diversi programmi spaziali che intendono testarlo.

E' un materiale essenziale anche per rendere più ecologiche le città, immagazzina carbonio, richiede meno energia per produrre rispetto a molti altri materiali da costruzione e fornisce un buon isolamento. In definitiva, l'Onu ritiene "fondamentale consumare e produrre legno in modo più rispettoso dell'ambiente per il pianeta e i suoi abitanti" invita a proteggere "questa risorsa facilmente rinnovabile con una gestione sostenibile delle foreste". In Italia la superficie boschiva è cresciuta in 10 anni di circa 587.000 ettari, fino ad arrivare oggi a 11 milioni di ettari, e la biomassa forestale è aumentata del 18,4%, consentendo di assorbire 290 milioni di tonnellate di Co2 in più. Ma nel 2021, fino alla fine dell'estate, sono bruciati 158mila ettari di boschi. Nel febbraio scorso in Italia è stata pubblicata la Strategia nazionale forestale, di validità ventennale, che - ha spiegato il ministero delle Politiche agricole - è uno strumento essenziale per delineare le politiche forestali nazionali nel contesto di quelle europee e degli accordi internazionali ma punta al coordinamento delle politiche forestali nazionali e regionali. Secondo i dati Ispra per il Ministero della Transizione Ecologica, le foreste italiane assorbiranno nel quinquennio 2021-2025 circa 20 milioni di tonnellate di Co2 all'anno.