DI MATTEO FORCINITI

Sono quattro i candidati che si sfideranno oggi per ottenere l’incarico di rappresentante per l’Uruguay all’interno del Cgie, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero. Al di là del risultato finale che sembra già scritto, a prevalere saranno ancora una volte le divisioni politiche sulle logiche degli interessi comuni, quelli che a parole tutti dicono di difendere senza però dimostrarlo con i fatti.

Lo strafavorito -seppur al centro di forti accuse di irregolarità- è Aldo Lamorte, il presidente del Comites di Montevideo che cercherà la riconferma nell’incarico questa volta con la legittimità democratica. Non sarà l’unico a correre, però, dato che ci sono altre tre candidature, tutte davvero con pochissime chance di farcela in base ai numeri: Ignacio Palermo (membro del Comites e dell’Associazione Calabrese), Filomena Narducci (storica rappresentante con un passato nel Comites e nel Cgie) e Asise Gonzalez Lavagnini, una persona pressoché sconosciuta all’interno della collettività. Così come quella della Narducci, anche quest’ultima candidatura è stata ufficialmente presentata all’Ambasciata entro il 30 marzo dato che le persone esterne all’assemblea paese (ovvero i votanti) avevano l’obbligo di presentare in anticipo la propria richiesta. 

Chi è Asise Gonzalez Lavagnini? “Per un periodo ha partecipato a qualche attività della nostra associazione ma noi non abbiamo alcun contatto con lei” dichiara Carlos Calace del Circolo Italiano di Maldonado. Dall’IPA (Instituto de Profesores Artigas) dicono che sia una studentessa di italiano.

Il dubbio rimane ed è molto forte: perché una persona sconosciuta all’interno della collettività aspira a rappresentare i cittadini italiani in questo organismo senza conoscerli? Cosa si nasconde davvero dietro la partecipazione di Asise Gonzalez Lavagnini al voto per il Cgie?

Tra gli altri candidati, Ignacio è il figlio di Renato Palermo, il rappresentante uruguaiano uscente che era stato eletto nell’ultima elezione del 2015. Lamorte, che in quell’occasione era stato sconfitto, più tardi riuscì ad arrivare al Cgie grazie alla nomina governativa ottenuta con un sottosegretario del suo stesso partito.

Questa elezione del Cgie corre seriamente il rischio di essere falsata vista la posizione del presidente del Comites di Montevideo che ricopre allo stesso tempo la carica di deputato supplente nel Parlamento uruguaiano con il Partido Nacional. Il senatore italiano del Partito Democratico Fabio Porta ha appena presentato un’interrogazione parlamentare al riguardo parlando di “evidenti irregolarità” su questa ennesima vicenda che lo vede protagonista.

L’altra questione che rischia di inquinare il voto di oggi è la partecipazione dei due membri cooptati del Comites di Montevideo il cui voto potrebbe risultare decisivo per l’esito finale.

Era il 16 febbraio quando i due venivano nominati al Comites prima ancora dell’autorizzazione dell’Ambasciata e di fronte all’incredulità delle due liste di opposizione. Al suo esordio come presidente dell’organismo, il primo atto di Lamorte è stato quello di ingrossare le fila dei suoi seguaci con la nomina di un suo prestanome in alcuni affari immobiliari (Jorge Castiglia) e quella di un altro suo amico, il giornalista Nery Pinatto. Ovviamente non esisteva alcun merito per giustificare quella scelta che rispondeva solo ed esclusivamente ad interessi elettorali per ottenere il posto al Cgie, l’ennesima poltrona da accumulare tra Italia e Uruguay nella sua brillante carriera.

Come già raccontato da Gente d’Italia, al momento della nomina dei suoi due amici che influenzeranno il voto di oggi, l’architetto esercitava un doppio incarico illegale in base a quanto ha stabilito l’Avvocatura dello Statoper tre mesi, infatti, violando la legge, Lamorte è stato contemporaneamente presidente del Comites di Montevideo e consigliere del Cgie.

A scegliere il rappresentante uruguaiano saranno i 29 membri dell’assemblea paese composta dai membri del Comites e da alcuni rappresentanti delle associazioni.

All’interno del Comites c’è innanzitutto la lista di maggioranza Maiu con 10 consiglieri: Bardini Patricia, Conte AntoneIa, Coronato Angelina, Darino Mario, Goni Silvana, Lamorte Aldo, Melloni Maria Costanza, Mezzera Roberto, Micucci Pascual, Supparo Eduardo. A loro si aggiungono i due membri cooptati Castiglia e Pinatto. Tra le due liste di opposizione abbiamo Rinnovo con cinque consiglieri (D’Alessandro Fabrizio, Palermo Ignacio, Musetti Roma, Rossi Rolando, Santucci Ana) e Unitalia (Antonelli Silvana, Maggi Alessandro, Méndez José).

Tra gli altri votanti ci sono poi alcuni rappresentanti delle associazioni italiane in Uruguay: Calzolari Alicia (Associazione Marchigiani nel Mondo), Facciolo Rafaello (AIUDA, Associazione Italiana in Uruguay di Assistenza), Girardo Claudia (Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti, EFASCE), Mondelli Melina (Associazione Emigrati Regione Campania in Uruguay, AERCU), Monetti Italo (Scuola Italiana di Montevideo), Nocito Nicolas (Associazione Calabrese di Montevideo), Quagliata Gisella (Associazione Nazionale Ex Combattenti e Reduci di Guerra, ANCRI) Grottola Alberto (Circolo Italiano de la Costa de Oro), Vera Laura (Circolo Trentino di Montevideo).

Un’altra domanda importante da farsi riguarda proprio le associazioni: quali sono stati i criteri scelti dall’Ambasciata per decidere i partecipanti? Ogni associazione regolarmente iscritta all’albo consolare poteva presentare la sua richiesta per partecipare all’assemblea ma c’è chi assicura di essere stato escluso come il Circolo Italiano di Maldonado: “Noi abbiamo presentato in tempo e forma la nostra domanda per partecipare ma non abbiamo avuto più notizie” racconta Carlos Calace. “Non so che cosa abbiamo motivato questa scelta ma se dietro ci fossero state manovre politiche sarebbe molto grave”.