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Guerra in Ucraina: Vladimir Putin torna a far sentire la sua voce. E lo fa intervenendo subito dopo aver incontrato il presidente bielorusso Lukashenko a Vostochny. "Gli ucraini hanno spinto i negoziati in un vicolo cieco" ha sbottato il leader del Cremlino. "Sono loro che hanno creato difficoltà a portarli a un livello accettabile” ha proseguito. L’attacco secondo il leader di Mosca “era inevitabile”. Perché, ha spiegato: “dovevamo fermare il genocidio nel Donbass, quello che succede” lì è “una tragedia”.

L'operazione andrà avanti finché non ci saranno negoziati accettabili e fino al raggiungimento degli obiettivi", ha aggiunto il premier moscovita bollando come "fake" le notizie sui massacri nella località di Bucha. Putin ci ha quindi tenuto poi a rinsaldare il legame con Lukhasenko: "Minsk sarà sempre al fianco di Mosca", ribadendo che "Russi, bielorussi e ucraini sono un unico popolo". Quindi, sull'atteggiamento dell'Europa, ha attaccato: "si vergognano a dire che sono sotto lo schiaffo degli Usa, è comodo unirsi attorno al concetto di aggressione russa e servire così gli Usa".

Sulle sanzioni, infine, il leader russo ha evidenziato: "La Russia è troppo grande per essere isolata. Quando le persone si scontreranno sui prezzi della benzina e su un'inflazione senza precedenti, questo si tradurrà per loro, gli occidentali, in problemi di politica interna, mentre volevano che si traducesse in problemi di politica interna per la Russia".