Gente d'Italia

Finisce in Parlamento la vicenda dei passeggeri che si sono rifiutati di liberare sul treno i posti prenotati per un gruppo di disabili

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Franco Esposito

La questione finisice in Parlamento. Ci sarà un'interrogazione e non mancheranno ulteriori esposti-denuncia. Al centro della vicenda un treno, un gruppo di ragazzi con disabilità e alcuni turisti stranieri. La bruttura in tre fasi. La prima: i disabili buttati giù dal treno, fatti scendere dal pomeridiano Savona-Milano, in ritardo causa atti di vandalismo e alla stazione di Genova già pieno zeppo di turisti. Seconda fase: alla stazione del capoluogo ligure dovevano salire sul treno 27 ragazzi con disabilità con tanto di prenotazione , ma i passeggeri stranieri già a bordo non hanno ceduto i posti riservati per i ragazzi. Infine: Trenitalia ha messo a disposizione un bus per portare a Milano il gruppo di disabili. 

La guida dei ragazzi accusa Trenitalia. "Non ha garantito il servizio. La colpa non è dei viaggiatori". Trenitalia si difende facendo parlare un suo dirigente, Giovanna Braghieri, direttrice regionale. "Il personale ha invitato i clienti a rispettare le prenotazioni, ma nessuno si è alzato". Il risultato? Rabbia, indgnazione,  accuse e scuse. 

É accaduto alla stazione di Genova Principe, il giorno di Pasquetta. A ventisette persone con disabilità è stato inibito l'accesso a bordo del treno diretto a Milano. Il motivo? Era stracolmo di turisti. Codacons e Assoutenti hanno già approntato querele, denunce, esposti. Trenitalia, intanto, comunica che rimborserà i biglietti a chi non ha potuto viaggiare. 

Denominato "Turisti per Kaos",  il gruppo sarebbe dovuto arrivare in giornata a Milano, a conclusione di una breve vacanza a Genova, organizzata dall'associazione Haccade. Ma arrivati in stazione, per loro il posto non c'era. Nonostante avessero tutti pagato il biglietto. Nessuno dei passeggeri, indebitamente seduti in posti non loro, si sarebbe alzato per farli accomodare. Partito da Albenga, il treno regionale 3075 era stato sostituito in seguito ad atti vandalici. Ma pare viaggiasse con 150 posti in meno. 

Arrivato a Genova era pieno zeppo di turisti. I ventisette ragazzi invitati a salire a bordo di un pullman. "L'episodio è molto grave. Un esempio di inciviltà e degrado morale che potrebbe realizzare un vero e proprio illecito di natura penale", fa notare Furio Truzzi, presidente di Assoutenti. Alle Procure della Repubblica di Genova e Milano verrà chiesto di "identificare tutti i passeggeri che hanno costretto i ragazzi con disabilità a scendere dal treno, e di procedere nei loro confronti in  base all'articolo 610 del codice penale, inerente la violenza privata". 

Viene inoltre richiesto che "le pubbliche autorità e le società del trasporto ferroviario elevino nei confronti dei responsabili della triste vicenda un Daspo a vita su tutti i treni italiani, vietando ai soggetti che si sono rifiutati di cedere il posto ai disabili l'utilizzo si qualsiasi tipo d treno". 

L'associazione Haccade, organizzatore del mini tour, protesta in maniera vibrata. " Ai viaggiatori è stato chiesto di scendere, "ma era fisicamente impossibile, stavano tutti ammasssati, andavano tutelati prima. Come si fa a fare andare avanti un treno con le persone stipate come sardine?". 

Trenitalia obietta con il discorso dei viaggiatori che si sono rifiutati di alzarsi, malgrado la pressanre richiesta del personale viaggiante. Inviti non accolti. "Siamo molto dispiaciuti". Incredulo e furibondo il ministro per le Disabiità, Erika Stefani. "Episodi del genere vanno stigmatizzati altrimenti perdiamo tutti. Per fortuna ci sono tante persone nel nostro Paese che rispettano i diritti delle persone con disabilità. A loro sembrerà assurdo quanto accaduto sul treno Genova-Milano".  

Il rifiuto punitivo per il gruppo di giovani con disabilità diventa anche occasione di contrasti a livello politico. "Un gesto miserabile" l'ha definito Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia. "Presenteremo in Parlamento un'interrogazione per arrivare al fondo di questa vergogna indegna di una nazione civile". Senatore della Lega e capogruppo in Commissione Affari Costituzionali, Luigi Augussori conferma che il ring della questione ora diventa il Parlamento. 

Trenitalia o chi altri, di chi la colpa? In Italia va in scena il rimpiattino, siamo al palleggio delle responsabilità.   

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