Joe Biden (depositphotos)

di Manlio Lo Presti

Uno. L’attuale primo ministro italiano s’infetta nonostante l’assunzione della terza dose. Il fatto smentisce clamorosamente il teorema che accusa i non vaccinati di riempire gli ospedali, ammesso che questa narrazione martellante sia vera. Ammesso, inoltre, che i vertici di banche, assicurazioni, cardinali, generali, deputati, ministri, dirigenti di aziende nazionali e multinazionali si siano davvero vaccinati. Un fatto non verificabile da parte del cittadino normale! Cade così il rozzo, feroce e stupido teorema dell’ex banchiere: “Ti vaccini o muori”.

Due. Joe Biden che dà la mano al vuoto. Si tratta di un filmatino “fuori tempo” che doveva essere coordinato con un altro personaggio in simmetria. Un “blooper”, quindi. Segnale che quasi mai i protagonisti si trovano davvero nei luoghi che appaiono nelle riprese filmiche. Altro indizio è quello del pontefice che, probabilmente, non era presente a Piazza Navona alle sei del mattino, ma si trattava di una ripresa sovrapposta dei suoi movimenti recitati altrove.

Il condottiero ucraino non è mai dove appare nei filmatini. Più probabilmente, si trova negli Usa o in qualche Paese europeo. Va tenuto conto che le immense potenzialità dei media consentono il totale sradicamento dei personaggi dai luoghi dove sembrano essere collocati. Basta una sovrapposizione scenica e la giusta densità di Pixel a rendere il trucco molto realistico.

Tre. Improvvisa scomparsa dai radar del bombardamento mediatico vaccinista. Gli alti comandi mantengono però la porta socchiusa diffondendo alla spicciolata notizie sulla irruzione di altre forme di virus. Questi “lanci” brevi, trasmessi alle ore di punta massima di ascolto, servono per mantenere alta la paura di coloro che ci credono e servono per giustificare prossime e nuove impennate del morbo che esploderà a settembre – dopo le vacanze, ovviamente. La colpa sarà addossata alle ondate di ucraini provenienti da una nazione vaccinata al 31 per cento, e quindi è ovvio che il virus sia riesploso! Conseguenze: nuovo green pass contenente la convergenza totale dei dati personali, alla faccia della tutela dei garanti della riservatezza e delle Telecomunicazioni la cui inerzia non è più giustificabile!

Quattro. Il mistero di decine di migliaia di cinesi in Toscana che non si sono infettati durante tutti i ventiquattro mesi dell’ossessivo isterismo mediatico terrorista del morbo. Era l’ambasciata cinese a garantire il contenimento del contagio, alla faccia dei 3/400 virologi che tuonavano e imponevano reclusioni di massa e incursioni nelle case separando famiglie.

Cinque. La incredibile apposizione del Segreto di Stato che faceva divieto assoluto di effettuare autopsie sui morti di morbo: perché questa pesante e opaca saracinesca sulla ricerca della verità? Cosa ci stanno nascondendo ancora oggi? Perché nessun partito e nessuno dei giornalisti smanettoni e ultra-presenti nei canali web tace sull’argomento? Perché trasmissioni molto note per la loro vocazione di inchiesta non ne parlano come si deve?

Sei. Nessun resoconto pubblico parlamentare, tramite le apposite Commissioni è disponibile sull’utilizzo del vaccino e sulla entità delle scorte inutilizzate certificando la dimensione del danno economico a carico dello Stato. Un danno che sicuramente sarà di elevata importanza. Perché questo silenzio, al di fuori delle isteriche comunicazioni frammentarie e contraddittorie sparate dai media e dai canali social per spezzare la capacità cognitiva della popolazione alimentando solo la rabbia e la paura?

Sette. Nessuna relazione e resoconto è disponibile sull’uso di attrezzature acquistate per la svolta tecnotronica durante la pandemia: computer acquistati da chi, certificando l’esistenza di legami parentali fra fornitori e committenti, banchi monoposto finiti a marcire in occulti depositi assieme alla pesantezza dei loro costi di cui nessuno è responsabile.

Otto. L’irruzione sincronizzata e salvifica della psychoguerra per nascondere tutto ed evitare la determinazione di capi di imputazione avverso i responsabili di questo immane spreco di risorse. Perché non è stata allestita una squadra di Mani Pulite seconda edizione per esercitare la volontaria giurisdizione come accadde per l’ondata di mani pulite degli anni Novanta: tutti zitti quei giudici che si mossero con felina rapidità e che oggi dormono?

Nove. Nessun resoconto trasparente e leggibile sulle strategie governative (prese frettolosamente all’ultimo momento perché prima avevano altro da fare) sul piano di approvvigionamento di gas in sostituzione del fornitore russo. Nessuna relazione dettagliata sui contatti con Stati africani i cui regimi sono estremamente instabili, un dettaglio, questo, abilmente trascurato e messo in sordina. Nessuno parla delle contromisure ostili che saranno intraprese ai danni della ex-Italia dai francesi e dai soliti inglesi in Africa! Nessuna interrogazione parlamentare è stata depositata su questi temi: hanno altro da fare!

Dieci. Nessuna efficace e sistematica azione pubblica di tutela è stata finora esperita dai garanti della riservatezza dei dati e delle telecomunicazioni, né è disponibile un serrato e dettagliato rapporto della Polizia postale su tale delicatissimo tema riguardo alla crescente censura dei noti canali internet americani sullo sviluppo della vita democratica dei cittadini della ex-Italia criminalizzando violentemente come false e antisociali le opinioni che esprimono dubbi o dissenso su quanto viene narrato dai canali governativi che è sempre giusto, vero, assoluto, sostenibile, dalla-parte-giusta e quindi non criticabile se non per fini delinquenziali essendo sempre vera d’ufficio ogni sua esternazione!

Undici. Nessuna creazione di una squadra di giudici mani-pulite-due per indagare i partiti e le aziende statali, le imprese private collegate evidenziandone i certissimi intrecci parentali e/o politici. Silenzio imbarazzante di prestigiosi organi di controllo dello Stato: Corte dei conti, Avvocatura dello Stato, Corte costituzionale, Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate, Banca d’Italia e Ivass, Polizia e Carabinieri per le rispettive strutture di controllo operanti al loro interno.

Dodici. Nessuna informazione secondo criteri di doverosa trasparenza proviene dalle apposite Commissioni parlamentari sulla morfologia dei percorsi dei fondi rivenienti dal Pnrr. Nessuna individuazione e catalogazione degli intermediari istituzionali incaricati, con speciale attenzione all’operato della struttura apicale che attualmente agisce sempre più come la vecchia Iri. Nessuna quantificazione dei fondi arrivati realmente a destinazione e quanti sono ancora inutilizzati o sono spariti nei meandri labirintici di società ad hoc creati per indirizzare altrove importi non rintracciati!

Tredici. Nessuna pronta e bombardante lapidazione con entrambe le parti in conflitto da parte dei soliti noti sui diritti umani danneggiati: associazioni antifasciste, giornalisti-grandi-firme di parte buonista, movimenti a denominazione ittica controllata, bimbette con le treccine, speronatrici internazionali, Ong-immigrazioniste-buoniste (salvo rare eccezioni), femministe-#metoo-non-una-di-meno, movimenti gender.

Quattordici. Nessuno che trova da ridire e ha un legittimo sospetto sull’eccessivo sbilanciamento delle accuse sulla nascita del conflitto solamente, continuamente, immarcescibilmente, martellantemente a carico dei russi trinariciuti…

Quindici. Nessuno sta esaminando con doverosa razionalità le reali enormi responsabilità della Nato nella provocazione di questo conflitto e degli Usa che agiscono a ricasco. Non si è mai visto una omertà così pesante, pervasiva e collosa sulla operatività della Nato, la cui fama non è certo pacifista con il suo lungo elenco di conflitti provocati per allargare la sua influenza dichiarando di proteggere le nazioni che “spontaneamente” si assoggettano. Un atteggiamento che ricorda molto le protezioni delle organizzazioni criminali che danno protezione in cambio di totale sottomissione e di pronti pagamenti di pizzo enorme…

Sedici. Nessuno parla degli sbarchi dall’Africa che continuano, ma vengono silenziati dalla sovraesposizione del conflitto ucraino-russo. Il dubbio sulla totale autenticità di quanto ci viene lanciato dai media è suscitato dall’incontestabile principio che la verità non è mai da una parte sola!

Il giornalismo serio e professionale, indipendente soprattutto dalle condizionanti erogazioni finanziarie della Presidenza del Consiglio, ha spazi immensi di operatività lavorando sugli indizi appena elencati in modo esemplificativo ma non esaustivo. Un giornalismo d’inchiesta avrà materiale infinito per allestire ricerche e scrivere decine di articoli e resoconti agendo in regime di supplenza alle funzioni istituzionali di indagine di pertinenza del Parlamento e degli organi di controllo istituzionali. Ma queste inchieste non partiranno mai. La censura è pesante.

Adesso abbiamo la psychoguerra che egregiamente nasconde ai cittadini con il suo martellante clamore tutto quanto appena elencato, occulta scientificamente il tentativo di saccheggio degli Usa con appoggio Nato-Nsa-Ciadelle immense risorse russe e ucraine. La motivazione ufficiale buonista è quella di liberare la popolazione ucraina che purtroppo è l’unica a subire tutti i danni conseguenti assieme ad un’Europa impotente e servile agli interessi Nato e Usa. Un’Europa che sta subendo tutti i danni economici e sociali possibili ma senza ricavarne alcun vantaggio! Questo giustifica il comportamento elusivo e dilatorio della Germania, per esempio.

Gli utili titanici di questo conflitto vanno solamente agli speculatori della borsa Usa, alle divisioni di mercenari privati, alle fabbriche di armamenti, ai canali Usa che godono di punte massime di ascolto, alle filiere dell’accoglienza professionale marittime e terrestri sia private che pubbliche gestite da precise nazioni che da sempre interferiscono pesantemente sullo svolgimento della vita democratica dell’Italia!

Decade, infine, la ipocrita difesa dei diritti umani della popolazione ucraina. Lo dimostra l’atteggiamento criminale di formazioni combattenti non solamente ucraine che stanno coprendosi usando donne e bambini ucraini come “scudi umani“. Viene narrato che la divisione Azov, forse assieme ai ranghi della Blackwater coordinati da “istruttori” non ucraini, sia asserragliata a Mariupol. Questo fatto (se le narrazioni filmiche sono vere) dimostra l’assoluta, barbara e cinica indifferenza dei danni inflitti alla popolazione civile che viene difesa per finta. Ripeto, ammesso che i filmati diffusi a martello e in pieno stile psychovirus, siano veri. Sono le materie prime, Bellezza! Il resto è conversazione da salotto. È nebbia in bottiglia!