Gente d'Italia

Conte: agli ucraini armi di latta, Orsini Italia-Nato: speriamo che me la squaglio

Giuseppe Conte (foto Depositphotos)

di Lucio Fero

Farebbero prima e meglio a dirla in poche chiare parole: non mandiamo armi agli ucraini che poi i russi se la pigliano anche con noi. E invece rivestono questo semplice e in fondo genuino sentire di letteralmente garbugli pacifici che pacifici non sono e strategici che strategici non sono. Gli urge in gola e gli batte in petto il noi chiamiamoci fuori ma sentono il bisogno di vestirlo con verbali e verbosi panni che vogliono essere sottilmente astuti ma risultano di ipocrisia di lana grossa. Al limite e oltre il grottesco.

Ecco Giuseppe Conte: "M5S si oppone all'invio di aiuti militari all'Ucraina che non siano difensivi e che consentano di esercitare il diritto alla difesa fuori dal perimetro...si oppone M5S all'invio di aiuti militari che consentano controffensiva...". A prendere alla lettera e sul serio le indicazioni, le specifiche e le limitazioni di Conte agli ucraini M5S è d'accordo nell'inviare armi di latta e munizioni a salve. Ridicolo (ma è un ridicolo di un qualche successo) la distinzione tra armi difensive e offensive, un carro armato è buono quando spara da fermo (difende) e cattivo quando spara in movimento (attacca)? Urticante nella sua capziosità è il divieto agli ucraini di contrattaccare. Arrogante e furbetto è il ruolo che ci si auto assegna: chi è mai Conte per stabilire "perimetri" entro i quali l'esercito e il governo ucraini possono operare? Evidente anche se involontaria la cessione alle azioni di invasione: niente controffensiva vuol dire che quel che di Ucraini i russi si sono presi a Conte sta bene se lo tengano.

Professor Orsini è bravo, tocca arrendersi alla sua bravura nel fare spettacolo. Verrebbe sana voglia di non citarlo, in fondo è solo l'ospite d'onore di un talk tv e neanche dei più colti e dei più consapevoli di sé (il talk, non il prof). Ma lui, il prof non il talk, è bravo: si inventa la gag dei bambini che vivono felici anche sotto le dittature...Ora ne ha inventata una anche migliore, come si fa a non citarlo. Prof Orsini ha finalmente offerto all'Italia una linea strategica, una bussola geopolitica che mancava alla nazione. Eccola: in caso di attacco ad un paese della Nato l'Italia deve...uscire dalla Nato.

L'art. 5 del patto fondativo della Nato dice che se un paese membro dell'alleanza viene militarmente aggredito tutti gli altri paesi dell'alleanza sono tenuti a combattere a fianco dell'aggredito. L'acuta creatività del prof Orsini ha scovato l'uovo di Colombo: l'art 5 alla rovescia. E cioè, parola di Orsini, se un paese della Nato, un paese alleato dell'Italia viene militarmente aggredito che farà, che deve fare l'Italia? Aiutare l'alleato? No, uscire dall'alleanza. Con grande creatività il prof Orsini rinverdisce dunque lo slogan antico del fuori l'Italia dalla Nato e lo fa diventare un scappa l'Italia dalla Nato. Con l'ulteriore vantaggio di ricollegare l'opzione strategica dello scappa se sparano ad antiche tradizioni di fedeltà italiane alle alleanze internazionali. E di dare finalmente all'Italia a modo suo (e dei Conte, dei Bersani, dei Landini...) un brand, una bandiera, una dimensione etica e strategica al tempo stesso e il tutto in sole cinque parole: io speriamo che me la squaglio.

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