Insomma, occorre fare chiarezza. Prima che sia troppo tardi, prima che il voto degli italiani all’estero si trasformi realmente in una mera quanto inutile “operazione nostalgia”, con relativa diserzione delle urne. Nell’audizione tenuta ieri davanti alla Giunta delle elezioni, in merito all’indagine conoscitiva sulle modalità applicative (ai fini della verifica elettorale) della legge “per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero”, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà ha auspicato l’opportunità di un approfondimento sul tema dell’elettorato attivo dei cittadini residenti all’estero nelle elezioni amministrative ed eventualmente anche per quelle regionali”.

Serve “un approfondimento sugli elettori iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (Aire)” ha detto l’esponente del governo. In soldoni: occorre capire chi realmente c’è in elenco e vota oppure decide di astenersi, e chi semplicemente non c’è pur risultando regolarmente iscritto. È noto, infatti come gli italiani che vivono oltreconfine abbiano la possibilità di votare per corrispondenza quando si tratta di elezioni Politiche ma siano costretti a farlo in presenza, vale a dire tornando fisicamente in Italia, quando si tratta delle amministrative (comunali e regionali). In quest’ultimo caso, gli iscritti Aire sono conteggiati negli elenchi elettorali del Comune della loro ultima residenza. Comune dove magari non sono mai stati in vita loro ma che ha dato i natali “a nonni o bisnonni”.

È chiaro come la loro mancata partecipazione, nel caso delle amministrative, arrivi a “gonfiare” il dato sull’astensionismo che appare più alto di quello che è in realtà se raffrontato con il dato delle politiche. Ne deriva una “distorsione informativa” quando vengono diffusi i risultati sull’affluenza alle urne, che a sua volta rischia di provocare una “disaffezione al voto” per emulazione, ha rimarcato D’Incà riportando le conclusioni del “libro bianco”, dove, poi, si è sottolineata l’importanza di aggiornare gli elenchi degli elettori, dal momento che molti iscritti Aire risultano addirittura “irreperibili” anche per la mancata comunicazione al comune del certificato di morte. Nella sua relazione, D’Incà ha anche ricordato le novità del decreto-legge del 2022 che consentirà di “costituire i quattro uffici decentrati per la circoscrizione Estero per snellire le operazioni di voto”.