di ROBERTO ZANNI
In Messico i primi italiani arrivarono a metà dell’800. Fu il Ministerio de Fomento (Ministero dello sviluppo) a proporre che si stabilissero quattro colonie di connazionali sulla strada verso Xalapa e il porto di Veracruz. Arrivarono a Tecolutla, sempre nello stato di Veracruz, nel 1857, però il clima, le paludi, e la lotta per la Guerra de Reforma, furono devastanti per loro e solo in pochi sopravvissero e chi ce la fece nel 1862 si fermò a Cristo, non lontano da Tecolutla. In quel periodo il Governo del Messico voleva portare nel Paese nuove popolazioni, emigranti in grado soprattutto di coltivare la terra. Il Messico era un Paese enorme, ma scarsamente abitato. Gli italiani arrivati in Messico avrebbero dovuto riprodurre lo stile di vita della loro terra in un ambiente che si credeva meno ostile. Inoltre avrebbero potuto acquistare terreni, dal Governo, a bassi costi che li avrebbe aiutati a migliorare le loro condizioni economiche e di vita. Durante l’epoca di Manuel Gonzalez (1880-1884) il generale Carlos Pacheco, segretario del Fomento, puntò sui coloni italiani come punto forte per scalare la vetta fino alla presidenza. Se ne aspettava l’arrivo di almeno 200.000, in maggior parte agricoltori, ne giunsero appena poco più di 3.000. Fu poi il presidente Porfirio Diaz a legalizzare quelle situazioni. Ecco, in breve, la storia di partenza degli italiani in Messico, che arrivarono soprattutto da Lombardia, Piemonte, Trentino e Veneto, i cui discendenti oggi, in particolare nella città di Chipilo, mantengono il legame con il passato e con il presente. Ma oggi quanti sono gli italiani in Messico e dove vivono? Secondo INEGI (Instituto Nacional de Estadísticas y Geografía che cura il censimento) nel 2020 sarebbero stati appena 6.619, ma la popolazione stimata con cittadinanza italiana sfiorerebbe quota 20.000. I numeri in realtà potrebbero anche essere superiori, ma in ogni caso c’è una certezza: la comunità italiana ha una rilevanza importante nel Paese. Lo ha sottolineato El Sol de Mexico in un servizio dedicato all’immigrazione. Nel 2021 secondo le cifre del Instituto Nacional de Migracion (INM) oltre 605.000 persone di 199 nazionalità differenti hanno ottenuto il permesso legale di restare in Messico: temporalmente (25%) o permanentemente (63%), per ragioni di studio, lavoro o umanitario, ma anche per aver formato una famiglia con un messicano o una messicana. E se la maggioranza sono di nazionalità statunitense, centroamericana e sudamericana, tra i Paesi europei l’Italia arriva subito dopo la Spagna (che ovviamente ha legami molto più stretti, linguistici e storici). Oltre seicentomila stranieri che si sono sparsi in buona parte del Messico, ma diverse sono le zone dove si sono stabiliti, lo ha rivelato un servizio. Così se gli americani e i canadesi si concentrano in modo particolare a Chapala e Puerto Vallarta, nello stato di Jalisco e Los Cabos, Baja California, i centroamericani hanno scelto zone più vicine ai loro Paesi di provenienza da Tapachula e Suchiate nel Chiapas oppure Saltillo, Coahuila e anche Tijuana, forse per il fatto di non poter attraversare la frontiera con gli Stati Uniti. E gli italiani? La nuova emigrazione, temporanea oppure permanente, si è ritrovata in particolare in uno dei paradisi del Messico: Cancun, nello stato di Quintana Roo. Ed è una presenza ben visibile e non solo per le decine di ristoranti tricolori presenti. E non è nemmeno un caso che proprio quelle spiagge siano le preferite dai turisti italiani quando vanno all’estero. E dando uno sguardo anche ai numeri, di 55% degli stranieri legalmente in Messico sono uomini, mentre la metà hanno un’età compresa tra i 25 e i 44 anni.