Viktor Orban (foto depositphotos)

di Lucio Fero

Orban premier e condottiero (riconfermato alle urne) dell’Ungheria blocca con un tosto No da due settimane la Ue, l’Unione europea di cui l’Ungheria fa parte. Bloccale sanzioni europee alla Russia di Putin, in particolare l’embargo all’acquisto di petrolio russo. Per smuoversi dal suo No l’Ungheria ha ottenuto il rinvio al 2024 del giorno in cui l’Ungheria stessa dovrebbe adeguarsi all’embargo. Ha anche ottenuto soldi, soldi europei. Ma ad Orban non bastano: l’Ungheria ha sparato ieri la cifra di 18 miliardi per adeguare le sue strutture, 18 miliardi di euro europei. Più che un aiuto economico, Budapest ha chiesto un maxi pizzo per togliere il suo No.

Orban gioca a monetizzare al massimo il potere di interdizione che dà la regola europea della unanimità. Bloccando l’embargo al petrolio russo alza il prezzo del suo lascia passare e, effetto collaterale, guadagna qualche simpatia a Mosca. Sintesi e bilancio: Orban lavora pe sé e non certo per la Ue. Della Ue l’Ungheria che ne fa parte se ne frega. L’Ungheria sta solo e soltanto con se stessa, la Ue la usa quando si tratta di prendere soldi, la scansa e allontana quando si tratta di mantenere impegni. Il sogno realizzato a Budapest, il sogno di almeno un paio di non piccoli partiti italiani.

Erdogan gioca poste più alte – Erdogan premier e condottiero turco (in Turchia la riconferma delle urne ultimamente risulta, diciamo, meno affidabile) blocca con un tosto No la Nato. La Nato di cui la Turchia fa parte. La Nato, alleanza militare. Erdogan la blocca agitando veto all’ingresso di Svezia e Finlandia. E questo non in tempo di pace europea ma in tempo di guerra in Europa. Perché Erdogan blocca la Nato? Perché Svezia e Finlandia non gli hanno mostrato…rispetto. Sì, rispetto, proprio nel senso e nelle modalità con cui un boss intende il rispetto. Svezia e Finlandia si sono permessi in questi anni di dispiacere ad Erdogan ospitando oppositori politici turchi, niente meno che i curdi che Erdogan vorrebbe sparissero come popolazione/etnia nociva. Peggio, altro sgarro che Erdogan lamenta: gli scandinavi non vendono armi alla Turchia. Quindi…quindi chi se ne frega della Nato. Anzi, della Nato Erdogan si occupa per trarne vantaggio. Singolare alleato Erdogan: non applica le sanzioni alla Russia, ma vende i droni agli ucraini.

Il suo esercito sta nella Nato, ma compra si sistemi anti missile dalla Russia. Orienta tutta la sua politica interna e internazionale in funzione anti occidentale riportando la Turchia verso forme di unificazione tra Islam e Stato e appena ieri sosteneva militarmente in Libia gli avversari di quelli che la Russia sosteneva con gli uomini della Wagner. Erdogan e la sua Turchia stanno solo con se stessi, usano le alleanze per condizionare, sottrarre, indebolire gli alleati. Il sogno, realizzato ad Ankara, il sogno di almeno un paio di non piccoli partiti italiani.