Dollari (foto Depsoitphotos)

di Stefano Casini

Giá ci siamo quasi scordati delle monete o delle banconote. Dare una mancia a un “cuidacoche” è ormai diventata un’impresa impossibile, semplicemente perché si paga tutto con le carte di debito o credito, quindi “la festa dei quattrini” é alla fine e colpisce anche la tecnologia e le criptovalute.

Il panico degli investitori davanti alla posizione restrittiva della FED trascina tecnologia e criptovalute. I massimi storici che si erano registrati nell’anno “pandemico” 2021 sembrano più che lontani. L’anno scorso nel bel mezzo della ripresa economica, dopo mesi di crisi dovuta alla pandemia i tassi hanno raggiunto minimi pluriennali e persino negativi, con una conseguente ondata di liquidità nel mercato. Gli gli investitori hanno fatto festa e si sono lanciati in criptovalute e azioni a tutti- massimi temporali, ma la festa è durata ben poco e il mercato, oggi, è in tilt. S&P 500 e Nasdaq, due dei principali indici borsistici mondiali, accumulano un calo del 14% e del 23%. Questo è il secondo peggior inizio d’anno per l’S&P500 della storia.

Le analisi degli investitori privati concordano sull’origine di questa debacle: il maggior costo del denaro. La FED americana ha iniziato ad aumentare i tassi di interesse a marzo per la prima volta dal 2018. Attualmente, il tasso di riferimento è compreso tra lo 0,75% e l’1% per far fronte all’inflazione, che si colloca a livelli che non si vedevano da oltre 40 anni solo nel mese di marzo 8,5 %.

Questa politica monetaria restrittiva, insieme alla riduzione dei riacquisti di buoni del Tesoro e del debito, uccide la liquidità dei mercati, che, unitamente ai risultati finanziari delle società tecnologiche nel primo trimestre al di sotto delle stime, ha fatto fuggire gli investitori da queste azioni che, in realtá, sono sempre state pericolose,  provocando forti cali del settore. Le grandi vittime sono state: Netflix, Facebook o Tesla e si tratta della loro peggiore performance della storia. Per Amazon, Microsoft, Google e Apple la peggiore dal 2008, l’anno della morte della Lemon Brothers.

“Poiché la tecnologia è il settore più grande del mondo, questo calo è stato sfavorevole per il mercato azionario globale totale. Tuttavia, abbiamo trovato un lato positivo per i titoli Big Tech: ora sono più economici, con meno concorrenza e nuovi percorsi di crescita”, dice Ben Laidler, Global Strategist di e-Toro.

Gli analisti concordano sul fatto che, oltre alla posizione della Fed, le società tecnologiche sono state influenzate anche da altri fattori, come le valutazioni elevate da parte delle società, che in molti casi, hanno raggiunto massimi storici non confermati. Un panico esagerato degli investitori ha quindi preso forma. 

Tuttavia, le aziende, in generale, sembrano buone: nel terzo trimestre i ricavi delle società che compongono l’S&P500 sono aumentati del 12% e gli utili del 9%. Inoltre, quattro quinti delle azioni, in tutti i settori, hanno superato le previsioni. “La chiave continuerà a essere se l’economia entrerà o meno in una recessione. Questo è ciò che conta davvero e dovremmo guardare: capire se siamo o meno vicini al fondo del mercato”, afferma Javier Molina, analista di eToro.

Molina indica che in uno scenario di recessione con profitti in calo, l’S&P500 potrebbe scendere a 3.500-3.600 unità. Questo rappresenterebbe un calo compreso tra il 12% e il 14,4%. Ma se l’economia non crolla i tassi a lungo termine continuano a salire, l’indice si può collocare a 3.800 punti, il 7% al di sopra del livello attuale di 4.088,85 unità.

Le criptovalute sono le vittime piú grandi

Se quest’anno è stato difficile per le aziende del mercato azionario, per le criptovalute è stato un anno di epurazione. In quasi cinque mesi questi elementi digitali, ai quali molti si erano abituati,  hanno cancellato metà del loro valore di mercato, passando da 2,22 miliardi a 1,12 miliardi di dollari, secondo i dati di fine maggio pubblicati dal sito specializzato Coinmarketcap. Bitcoin, la criptovaluta più popolare, stava lottando per rompere il tetto di $ 20.000, in fortissimo calo dal prezzo record stabilito solo a novembre 2021 con 67.000 dollari a bitcoin. E l’indice Bloomberg che replica le principali criptovalute è in calo del 63% dal suo massimo storico. 

Lo scenario catastrofico è diventato realtà per le stablecoin, una tipologia di asset virtuale che lega il proprio valore ad altri asset del mondo finanziario, come obbligazioni o valute. Questo è stato il caso della piattaforma terra (UST), che emette stablecoin o stable coin, e queste a loro volta sono supportate da un’altra criptovaluta chiamata Luna. Il meccanismo è autogovernato da un algoritmo che mantiene il prezzo stabile e, teoricamente, attaccato al dollaro. Ma l’intero sistema dipende dalla stabilità della Luna. Quando Luna è precipitata a zero all’inizio di questo mese, anche la Terra è crollata. “Sono molto deluso da come è stato gestito questo incidente con UST/LUNA”, ha scritto Changpeng Zhao, fondatore di Binance, lo scambiatore di criptovalute e uno dei promotori dell’azienda sudcoreana Terraform Labs, creatrice della blockchain Terra.

Binance per il momento non vuole approfondire l’argomento e fa riferimento a questi messaggi, ma il problema non è risolto e non c’è chiarezza su cosa accadrà. Si tratta solo di guardare il valore di mercato di UST o terraUSD, che è passato da un record di quasi $ 18,8 miliardi a $ 1,4 miliardi in appena otto giorni, secondo i dati di Coinmarketcap.

Evidentemente la strepitosa caduta della quarta stablecoin più popolare ha aumentato la pressione su altre criptovalute o stablecoin più grandi. Un esempio di questo è Tether, che accumula circa 75.671 milioni di dollari ed è quello con la quota di mercato maggiore. Tether, come terra, ha la particolarità di scambiare direttamente denaro fiduciario con criptovalute. Per le sue dimensioni e per queste caratteristiche, questa stablecoin è vista come l’olio che ingrassa l’ecosistema.

Per questo ha lanciato allerta tra vari analisti, perché dall’inizio di maggio il prezzo del tehter, che è legato al dollaro, non è riuscito a tornare al livello di un dollaro. “Se non è possibile riportare la fiducia al 100%, cosa che oggi sembra non avere modi per ripristinarla, iniziamo a vedere un rischio più forte di vedere debacle come quella sulla luna” secondo Luis Gonzali, co-direttore di investimenti presso il gestore patrimoniale Franklin Templeton.

Per ora Tether galleggia, ma se la stessa cosa accadesse a Terra con luna, avrebbe un impatto maggiore a causa della quantità di criptovalute che girano su questa piattaforma. Gli investitori hanno già iniziato l’esodo: circa 7 miliardi di dollari sono volati via in meno di una settimana, ossia, da quando ha momentaneamente perso il suo ancoraggio al dollaro.

Gonzali afferma: “Se le (criptovalute) che rimangono in vita riescono a superare un periodo di liquidità restrittivo, penso che siano qui per restare”,