di Mattteo Forciniti

Nella domenica calcistica che ha regalato lo scudetto al Milan c’è un altro verdetto dall’esito opposto che ha tenuto col fiato sospeso l’intero Uruguay: la retrocessione in serie B del Cagliari. 

I sardi erano partiti a inizio stagione come una vera e propria colonia “charrúa” in serie A prima di perdersi nel cammino. La squadra più uruguagia d’Italia poteva contare su ben cinque giocatori e, addirittura, una terza maglia celeste in omaggio a tutto quello che l’Uruguay ha rappresentato per la storia di questo club. Dall’entusiasmo iniziale, i rossoblu si sono progressivamente sfaldati fino all’incredibile finale di ieri che ha fatto diventare l’incubo realtà.

I primi ad abbandonare la nave che stava affondando erano stati Diego Godín e Martin Cáceres, ceduti rispettivamente all’Atletico Mineiro e al Levante dopo le critiche ricevute, e poi ancora il gregario Christian Oliva. D’altronde già a gennaio si capiva che di quella favola celeste fatta di grinta, passione e mentalità vincente ne era rimasto solo il ricordo essendo stata spiazzata via dai risultati allarmanti. Eppure, qualcuno sperava ancora nel miracolo come era avvenuto lo scorso anno con una salvezza epica ottenuta contro ogni pronostico al fotofinish.

Questa volta però a Nahitan Nandez e Gastón Pereiro -gli unici due uruguagi rimasti sulla barca- l’impresa non è riuscita perché i miracoli (si sa) accadono una sola volta nella vita. Il Venezia già retrocesso all’ultimo posto ha bloccato i sardi sullo 0 a 0 lasciando ancora più amarezza sull’esito finale. Sarebbe bastato vincere, infatti, per rimanere in serie A alla luce del 4 a 0 subito dalla Salernitana contro l’Udinese che aveva acceso una tenue speranza.

Quasi senza rendersene conto il Cagliari questa opportunità inattesa l’ha sprecata amaramente e così dopo 6 anni si ritrova in serie B. Uno degli ultimi ad arrendersi è stato proprio Nandez, tra i migliori in campo nell’ultima partita a cui però non ha potuto incidere più di tanto: è stata una stagione molto sfortunata la sua, costellata da infortuni, il Covid e poi anche la denuncia per violenza domestica in Uruguay presentata dall’ex fidanzata a cui è seguito un ordine di cattura. Dopo le insistenti voci di mercato che in passato lo tiravano in ballo in diversi affari, forse questa volta il futuro del “guerriero” sarà veramente lontano dalla Sardegna.

Ma chi sono i principali indiziati di questo fallimento? Difficile dirlo ma già da tempo opinionisti e tifosi si scagliano contro la società accusata, tra le altre cose, di aver puntato su giocatori sbagliati a cominciare proprio dai sudamericani a fine carriera come Godín e Cáceres nella prima parte disastrosa di stagione. Una cosa è certa: la terza maglia celeste che era stata salutata come un portafortuna è stata già dimenticata dai tifosi.

Gastón Pereiro