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Il contenimento della trasmissione dei casi di vaiolo delle scimmie è possibile, almeno nei paesi in cui la malattia non è endemica. Lo ha ribadito Maria Van Kerkhove, capo ricercatrice sulle malattie emergenti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

“Possiamo utilizzare strumenti di sanità pubblica per identificare i casi precocemente e affrontarne l’isolamento”, ha spiegato Van Kerkhove. “Il contagio avviene attraverso uno stretto contatto fisico, pelle a pelle”. 

Non si tratta, in ogni caso, di una malattia omosessuale, nonostante l’alta percentuale di contagi tra uomini che hanno avuto rapporto con altri uomini. L’Oms è al lavoro per chiarire se il virus responsabile del vaiolo delle scimmie abbia subito o meno una mutazione.