di Maria Antonietta Calabró

Una scelta molto rapida, quella di Papa Francesco che ha nominato nuovo presidente della Conferenza episcopale italiana il cardinale di Bologna Matteo Zuppi, storico esponente della Comunità di Sant’Egidio. È passata poco più di un’ora da quando il presidente uscente cardinale Gualtiero Bassetti aveva presentato al Papa a Santa Marta la terna indicata dall’assemblea della Cei, riunita in un albergo a Fiumicino.

E il cardinal Zuppi era stato il più votato. Il Papa (che Papa in quanto vescovo di Roma e quindi Primate d’Italia) lo ha scelto. Voleva “un bel cambiamento” e voleva “un cardinale” (non un semplice vescovo). E li ha avuti entrambi. Di qui il rapido sigillo che porterà ad una svolta per la Chiesa italiana. Il cardinale in bicicletta (gira spesso su due ruote, un porporato alla don Matteo, peraltro nomen omen) dovrà guidare la Chiesa italiana verso il Sinodo, il Giubileo e le prossime elezioni politiche. A questo riguardo ha impressionato l’omelia che ha tenuto nella Basilica di Santa Maria degli Angeli per i funerali dell‘ex presidente del Parlamento Ue David Sassoli. Tra i primi a complimentarsi il segretario del Pd, Enrico Letta.

Considerato bergogliano della prima ora, Zuppi ha voluto negli ultimi tempi segnare alcuni distinguo, come del resto il Fondatore di Sant’Egidio, Andrea Riccardi. Tra l’altro Zuppi ha fatto aperture ai tradizionalisti che, ad esempio, sono autorizzati nella sua diocesi a celebrare messa con il rito straordinario. Bologna del resto era la sede del cardinal Caffarra, uno dei quattro sottoscrittori dei Dubia rivolti a Francesco. In ogni caso Zuppi ha raccolto la maggioranza dei voti tra i suoi confratelli della Cei, e quindi il Papa nominandolo ha assecondato i voleri dell’Assemblea dei vescovi italiani. Se avesse scelto il cardinale Lojudice, vescovo di Siena (al secondo posto).

Per questo suo nuovo tratto di “bergogliano moderato” molti osservatori piazzano bene Zuppi tra i papabili di un futuro Conclave (anche se non si è mai visto il presidente di una Conferenza episcopale diventare Papa). Si vedrà. Di carattere gigione e per sua stessa ammissione di indole pigra, avrà bisogno di un segretario generale di tipo quasi manageriale (per affrontare l’indagine sulla pedofilia e la necessità di trasparenza finanziaria). Il Papa ha detto che il segretario generale deve essere di stretta fiducia del nuovo presidente e non selezionato con il Cencelli ecclesiastico. “Comunione e missione sono le parole che sento nel cuore. Cercherò di fare del mio meglio, restiamo uniti nella sinodalità”, le prime parole del neopresidente.