Silvio Berlusconi (foto depositphotos)

Franco Esposito

Corruzione in atti giudiziari l’imputazione principale. Silvio Berlusconi il grande imputato nel processo cosiddetto “Ruby ter”. La Procura chiede per il cavaliere proprietario di Mediaset e fondatore del partito Forza Italia una condanna a sei anni e la confisca di dieci milioni di euro. Cinque anni per la ragazza marocchina, all’anagrafe Karima El Marough, all’epoca minorenne, spacciata da Berlusconi stesso come una parente dell’allora plenipotenziario egiziano Mubarak. 

Rischiano sequestri per 2,7 milioni le altre venti ragazze implicate, definite le olgettine, a disposizione del cavaliere e presunte stipendiate. Quattro anni per la show girl Francesca Cipriani, due per Rossella con la condizionale. Un anno e quattro mesi per la senatrice Maria Rosaria Rossi, già fedelissima del cavaliere, per falsa testimonianza. L’ex fidanzato di Ruby, Luca Risso, si becca per il momento una richiesta di condanna a sei anni e sei mesi. Due anni con la condizionale per il giornalista Carlo Rossella. 

Pesanti le richieste della Procura di Milano. Berlusconi ritiene che le conclusione dei magistrati rappresentino una sorta di persecuzione giudiziaria nei suoi confronti. E incassa la solidarietà di Matteo Salvini e di Giorgia Meloni. “Colpiscono Silvio perchè è tornato alla grande sulla scena politica”. I legali del principale imputato sono sicuro di smontare il castello di accuse rappresentato dalla Procura. “Il solito impianto accusatorio: abbiamo argomenti molto solidi per ottenere l’assoluzione”.

Ruby ter è giunto all’atto finale. L’ultimo filone di inchiesta riguarda quello sui soldi versati alle olgettine per testimoniare a favore dell’ex premier Silvio Berlusconi. Il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e il pm Luca Gaglio hanno chiesto appunto sei anni di reclusione per Berlusconi. E la confisca di una somma pari a 10 milioni e 800 mila euro come “prezzo della corruzione”. Pagava il silenzio e la menzogna di Ruby e delle altre olgettine ospiti della serata di “bunga bunga” nella villa di Arcore, “pagate tutte per mentire e in alcuni casi anche per tacere nei processi. A queste ragazze – prosegue il pm Luca Gaglio – in cambio di racconti soft o il silenzio sulle cene eleganti fu assicurato un reddito mensile di 2.500 euro e un alloggio”. 

Alessandra Sarcinelli e Barbara Guerra andarono a vivere senza mai pagare nulla, nemmeno le utenze, in due ville realizzate dall’archistar Mario Botta a Bernareggio, nel Monzese, pagate 800mila euro l’una da Silvio Berlusconi“. 

Ruby Rubacuori trattata addirittura come una regina. Autista, ristoranti e alberghi di lusso da 1.400 euro a notte, champagne costosi con le scritte fluorescenti. Una roba che lascia senza senza parole. 

Secondo il pm Gaglio, “Karima era inaffidabile. Il progetto era quindi di non farla testimoniare. Perciò è stata fatta partire per il Messico, dove aprì un ristorante con il fidanzato proprio per non portarla in udienza”. 

Una vergogna, se tutto verrà provata al processo. Il sostituto e il pm sono certi di avere in mano probanti argomenti che porterebbero, inevitabilmente, alla condanna di Berlusconi e di quanti e quante hanno dato vita alla corruzione e al castello di bugie. “Ci sono elementi e prove che dimostrano come già dal 2011 esistesse un accordo corruttivo tra l’ex premier e le ragazze per false testimonianze anche nei primi filoni del processo”. 

La difesa sarà chiamata a esporre le ragione dell’imputato principale il 29 giugno, Non si è dichiarato sospreso dalle richieste dell Procura l’avvocato Federico Cecconi, legale di Berlusconi. “Siamo davanti alla solita impostazione accusatoria”. Parte civile nel processo, la presidenza del Consiglio ha chiesto, tramite l’avvocato Gabriele Vanadia, una provvisionale di risarcimento da 10 milioni e 500mila euro “per corruzione in atti giudiziari e per false testimonianze”. 

Una cosa è sicura: ne vedremo delle belle e avremo la certezza che saranno tolti tutti i veli che hanno ricoperto per anni un’opaca squallida vicenda. Protagonista Silvio Berlusconi all’epoca presidente del Consiglio dei Ministri.