Gente d'Italia

A Miami il condominio di lusso deve  avere la firma, soprattutto degli italiani

 

 

Il mercato immobiliare in Florida e in particolare nel South Florida e a Miami, è letteralmente impazzito in particolare nell'ultimo anno. I prezzi non si fermano più, continuano a crescere a ritmo vertiginoso. E soprattutto quelli del settore super lusso. In un anno, e si tratta solo di un esempio, le case da 5 milioni di dollari e oltre hanno registrato un aumento del 225%. Alla fine del 2021, con vendite che hanno raggiunto quota 39.394, si è avuto rispetto all'anno precedente una crescita del 49,5%. Non c'è quasi più inventario e nel frattempo si continua a costruire. E  se a Miami a fare notizia ovviamente sono i progetti più lussuosi e completamente unici, c'è un'altra tendenza che sta diventando ormai una norma. Come nell'abbigliamento, anche nei condomini se non c'è la firma, beh allora manca davvero quasi tutto. È la firma infatti a fare la differenza, a distinguere un condominio, una torre da un'altra. Ma chi ci mette la firma non è certo il costruttore, o l'architetto: sono i grandi brand - quelli celebri in tutto il mondo in settori che nulla hanno a che fare con l'edilizia - a essere corteggiati, voluti, per distinguere il proprio progetto dagli altri. Così il panorama edilizio di Miami, e non solo South Beach, sta diventando una grande boutique dove designer, case automobilistiche, ma anche nomi celebri nel mondo della ristorazione, si combattono (o si uniscono) per distanziarsi ancora di più dalla normalità. E in questa caccia al grande nome di mettere accanto a una tower in riva all'oceano, ecco che le firme italiane sono le più ambite: ci sono Armani, Diesel, Fendi, Missoni, B&B Italia e ora sta per arrivare anche Cipriani, sì il gruppo che porta il nome del fondatore del celeberrimo Harri's Bar di Venezia, Antonio Cipriani. Ma ci sono anche Porsche, Bentley, Aston Martin a rappresentare il mondo dell'auto, come Baccarat il famoso produttore di cristalli francese. E gli esperti del settore non hanno dubbi nell'affermare che Miami rappresenta una opportunità privilegiata per i grandi brand del lusso non immobiliari, che ora possono entrare dalla porta principale in questo settore. "Miami, come Dubai, è una città globale a cui piace il proprio scintillio - ha spiegato al New York Post Chris Graham, fondatore Graham Associate, società con sede a Londra che si occupa di consulenza nel settore edilizio - è anche un epicentro di residenze a marchio alberghiero che sono andate forte, quindi un ambiente attraente per altri marchi di lusso che si possono estendere in quello che è lo spazio abitativo". E secondo Jonathan Miller, presidente e CEO di Miller Samuel, società di valutazione immobiliare, il boom del lusso di Miami è stato sostenuto proprio dall'ingresso in campo di questi marchi. Secondo i dati della ricerca della sua società infatti solo a Miami Beach nel primo trimestre del 2022 si sono registrate vendite di condomini per quasi 2,2 miliardi di dollari rispetto ai 510 milioni dello stesso periodo di un anno fa. "Siamo sulla buona strada - ha aggiunto Mr. Miller - per battere il record di tutti i tempi nel secondo trimestre". A lanciare questa tendenza però fu il Trump International Beach Resort aperto nel 2003 a Sunny Isles Beach anche se il vero boom è molto più recente e nei prossimi anni vedrà un numero sempre maggiore di grandi nomi. Bentley Residences, che sarà pronto soltanto nel 2026 sempre a Sunny Isles, pur non avendo ancora elencato tutti i servizi esclusivi di cui si potrà disporre, uno lo ha già annunciato: ci sarà spazio per almeno tre, quattro auto per ogni unità. "Con il Porsche Residence - ha detto il costruttore Gil Dezer - gli acquirenti si sono lamentati che non avevano maggior spazio per le loro auto. Beh adesso la nostra risposta è Bentley"
Ro.Za.
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