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di Franco Esposito

Il fragore e la forza esplosiva di una bomba. Ma di quelle vere, questa scoppiata all’interno della Rai con spaventosa deflagrazione. Mentre una domanda sorge spontanea: che cosa si nasconde nella repentina decapitazione di uno dei personaggi di primissimo piano dell’azienda? Il direttore degli approfondimenti Mario Orfeo, responsabile dell’informazione, già direttore generale Rai e direttore di telegiornali, apprezzato giornalista dalla sinistra e pure da Berlusconi, quando il cavaliere era alla cloche del governo in qualità di presidente del Consiglio dei ministri.  

L’amministratore delegato Carlo Fuortes, messo lì dal premier Mario Draghi con l’intento di sistemare un po’ di cose, ha rimosso dall’incarico Mario Orfeo. Così, improvvisamente, in piena par condicio elettorale e a ridosso della trasformazione prevista dal piano industriale. Forte è il rischio di un terremoto in arrivo sull’emittente di Stato. 

La notizia l’ha pubblicata in anticipo Dagospia. Fioriscono le ipotesi, che in quanto tali non forniscono indicazioni chiare, probanti, su l’improvvisa trombatura del valido professionista che aveva guidato l’azienda dopo Campo Dall’Orto e prima di Fabrizio Salini. Far fuori un personaggio di così forte peso non è cosa da poco. In particolare in un ambiente, quello della Rai, dove anche lo spostamento di un tavolino provoca forti fibrillazioni. 

La revoca dell’incarico è stata comunicata a Mario Orfeo prima con una telefonata poi con una lettera. “Si è esaurito il rapporto fiduciario”, scrive l’ad Fuortes. Indignato il Pd, che non la manda giù e promette reazioni forti, destinate a provocare ulteriori sconquassi nel mondo Rai. 

Proprio mentre entro dieci giorni dovrebbe partire la grande rivoluzione dei generi destinata a cambiare gli assetti della Tv pubblica e la postazione assegnata all’ex dg Orfeo che negli ultimni due lustri ha guidato tutti e tre i tg nazionali. La rivoluzione annunciata è uno dei cardini della riorganizzazione aziendale attesa da anni.  

Orfeo era stato nominato mesi fa a capo di tutte le trasmissioni d’informazione Rai che non stanno sotto la testata: Cartabianca, Report, Presa Diretta, Anni 20, e la nuova striscia di Marco Damilano, “La torre e il cavallo”, attesa al debutto a settembre. Nonchè il probabile nuovo programma affidato a Franco Di Mare e la prima serata del giovedì su Rai2 affidata a Ilaria D’Amico. La seconda serata di lunedì a cura di Giancarlo De Cataldo, il documentario sulla guerra di Ezio Mauro in quattro puntate.  La reazione di Orfeo  alla comunicazione di Fuortes? “Sono esterrefatto”. 

Magari a dispetto anche di una voce che circola nei corridoi di Saxa Rubra: Orfeo, di proposito, avrebbe evitato di presentare i palinsesti autunnali, proprio per creare l’incidente e mettere in difficoltà l’amministratore delegato.  Fuortes viene ritenuto preda  di un momento di grande stanchezza. C’è chi lo dà in partenza verso Milano, alla Scala, dove in autunno si libererà il posto di sovrintendente, che poi è il suo lavoro. L’incarico ricoperto a lungo all’Opera di Roma, dove l’ha preso Mario Draghi. 

Ufficialmente il motivo della rottura viene identificato appunto nella mancata presentazione da parte di Orfeo dei palinsesti della prossima stagione. “Potevano telefonargli e dirgli di darsi una mossa, ma così no, non è questa la maniera di procedere”, commentano autorevoli voci all’interno della Rai. “Se lo fai fuori così, allora c’è dell’altro”. 

Che cosa? Intanto c’è delusione sull’operato di Fuertes in qualità di ad della Rai. “La rivoluzione promessa non si è vista”. Lddove continuano a circolare le voci di un suo addio. Fuortes sarebbe letteralmente accerchiato, non mancano per lui polpette avvelenate per indebolirlo e magari indurlo a lasciare la Rai, complici i partiti. L’ad potrebbe aver individuato in Orfeo uno degli autori delle trame ordite dai partiti politici, Incassata ancora una volta la fiducia di Draghi, Fuortes potrebbe mirare a tagliare un po’ di teste. A farle rotolare sul pavimento della sede Rai in viale Mazzini. 

Italia Viva, una parte del Pd e un pezzo di Forza Italia difendono Orfeo, Sono con lui, sorpreso dalla decisione di Fuortes. Hanno lavorato insieme alla messa a punto di  nuovi programmi fino alla scorsa settimana. Le voci di dentro raccontano però una loro verità: i rapporti tra Fuertes e Orfeo sarebbero pessimi. Lo scontro ha trovato fertile terreno anche nelle recenti polemiche televisive. Prima su Report (Orfeo ha difeso Sigfrido Ranucci), poi su Bianca Berlinguer. Quest’ultima vicenda ha regalato agli osservatori     una sorta di ping-pong. Un rimpallo continuo, con Fuertes che ha rassicurato la conduttrice di Cartabianca. “Il programma il prossimo anno ci sarà”. Ma nessuno può dire cosa ci fosse scritto nel mancato piano di Orfeo. 

Giornata di trombature, quella di mercoledì in Rai. Sono rotolate anche altre teste. Quella del capo ufficio stampa Stefano Marroni. Lascerà il posto a Fabrizio Casinelli), ora a Raicom. Un ritorno, a ben vedere: Casinelli aveva ricoperto quell’incarico durante l’era di Berlusconi premier. Con il quale stava già a Palazzo Chigi. 

Finchè la barca va…