Gente d'Italia

Poche le certezze nel caos internazionale

Putin

Vladimir Putin (foto: Depositphotos)

di Paolo Della Sala

1) Vladimir Putin è un problema gigantesco per la dignità umana. Rifiutando di considerarli prigionieri di guerra, la Russia di Donetsk ha condannato a morte due cittadini inglesi e uno marocchino diventati volontari per l’esercito ucraino e fatti prigionieri. In un talk-show sulla tv russa (poi ci lamentiamo di quelli nostri) si discuteva sulle modalità delle uccisioni (se impiccati oppure squartati). Come potevamo immaginare che in Europa tornasse la pena di morte oltre alle altre barbarie perpetrate dai russi (pensiamo anche agli orrori commessi in Cecenia o in Siria, dove non c’erano i riflettori della stampa occidentale).

2) Le sanzioni non erano risolutive – e non potevano esserlo – dal momento che noi stiamo pagando la guerra di Putin, comprando il suo gas ogni giorno. L’Europa è partita in tromba contro l’invasione, dopo essersi addormentata per oltre 20 anni, ma adesso sembra essere passata alla fase di Ponzio Pilato: visto che la Russia sta avanzando, meglio salvarsi le terga.

3) L’Ucraina combatte male: in maniera frontale, ottocentesca. È una strategia sbagliata e perdente. Contro un avversario più forte serve una guerra asimmetrica, fatta di piccoli attacchi, di truppe d’assalto in grado di sparire. Non devi farti individuare e massacrare: devi stare nascosto in piccole unità di sabotaggio, usare il cervello e controllare il tuo territorio in maniera invisibile. Le battaglie campali sono un favore a Putin.

4) La Cina sta guadagnando tonnellate di dollari: l’export di Pechino nel 2021 è cresciuto del 30 per cento, e nel solo mese di maggio 2022 è stato del +16,9 per cento. Come per il gas russo, da decenni stiamo rendendo ricco e potente un nemico potenziale. Almeno evitiamo di fare come l’Impero Romano quando arrivarono i primi barbari (la Russia è la Cina sono barbare solo nella forma statale e politica, mentre hanno una cultura e una scienza alquanto avanzate, quindi sono più pericolose degli Unni). Roma cercò di ammorbidire l’ingresso degli invasori nel territorio imperiale con la hospitalitas, che prevedeva la concessione di un terzo delle terre o delle tasse di una regione alle popolazioni barbare che dichiaravano fedeltà all’Urbe e fornivano appoggio militare, pur restando indipendenti. La foederatio invece prevedeva un’alleanza in cambio di un compenso in oro.

5) Auto elettriche nel 2035. Lo stop dell’Unione europea ai veicoli a benzina andrebbe bene se la tecnologia sulle ricariche delle batterie rendesse più competitiva la trazione elettrica. Comunque sia, per la filiera industriale delle auto di casa nostra si tratta di una direttiva recessiva, per quanto mitigata dal fatto che il Belpaese si è concentrato soprattutto sulle macchine industriali (di cui siamo un leader mondiale) e la produzione di Tir e trattori, che dovranno giocoforza continuare con il motore a scoppio.

6) Salario minimo. La policy ha senso soltanto se accompagnata da una politica di riduzione delle tasse sul lavoro, altrimenti diventa recessiva, perché disincentiva le assunzioni: ci sono situazioni nelle quali un single o una famiglia venderebbe un rene pur di poter lavorare a 800 euro al mese. Inoltre, da anni persone normali, quindi non migranti appena sbarcati in Italia, si vedono pagate con ritenuta d’acconto oppure con fattura. Il meccanismo è: io ti assumo come impiegato notturno, come portiere di hotel, come bracciante e poi dico che mi stai facendo consulenza informatica, oppure promozione e comunicazione. Non mancano casi di persone pagate meno di tre euro per ogni ora, in questo modo. La coperta, insomma, è troppo corta: non si possono pagare salari più alti in ingresso, perché le aziende non ce la farebbero (a parte bar ristoranti, hotel e altre attività turistiche nel periodo estivo), e l’occupazione stabile e a tempo indeterminato calerebbe.

7) La crisi e Corrado Guzzanti. L’unica speranza sarebbe uscire in fretta dalla crisi. Ma questa è innescata dalla guerra, ovvero da Putin, il quale ha tutto l’interesse a tenerci sotto il tallone del gas e dell’inflazione. Quindi come se ne esce? In mancanza d’altro, almeno con un pizzico di ironia. Cosa diceva al popolo lo pseudo Giulio Tremonti di Corrado Guzzanti? “Vabbene, allora sapete cosa vi dico? Che la crisi è finita! È ufficiale… Avete fame? E allora è psicosomatica!” (Corrado Guzzanti, “Se non ci fosse stata la crisi”).

8) Referendum sulla giustizia. “Gli italiani pensano che i magistrati abbiano sempre ragione… Quindi meglio averceli come amici che come nemici” (Corrado Guzzanti, ibidem).

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