Movimento 5 Stelle (foto depositphotos)

di Giuseppe Scalera

Volano gli stracci. La diaspora dei 5 Stelle disegna il suo triste epilogo. Ed è uno spettacolo di sconcertante profilo, giocato sulla piattaforma di piccoli interessi personali. Dovevano aprire le istituzioni come una scatoletta di tonno. In realtà, dopo averle aperte, si sono mangiati tutto il tonno, disponibili a governare con la destra o con la sinistra, pur di restare disperatamente attaccati alla poltrona. È uno spettacolo indecoroso per la democrazia italiana che le prossime elezioni politiche, c’è da augurarlo, provvederanno a spazzar via.
Di Maio, oggi, ha abbandonato i toni della polemica e si propone come uomo di governo. Vuole, ovviamente, andare oltre il secondo mandato. Conte, che in politica non sembra un gigante, vede i sondaggi e prova a riscaldare i cuori dei pochi affezionati, parlando di stop alla guerra, di eccessive concessioni all‘Ucraina, del portafoglio degli italiani sempre più vuoto. Un partito di lotta e di governo, come fa Salvini da tempo, ma, ormai, non ci crede più nessuno.
Servono i voti, certo, le politiche si avvicinano ma, dopo mille giravolte, non c’è più il tempo di dare credibilità alla larva di quel progetto politico che tengono in piedi i pentastellati. E la posizione di Conte, sapientemente sfruttata da Mosca, espone l’Italia alle risate di un’Europa che ha fatto dell’ atlantismo una autentica battaglia di civiltà. Il leader dei 5 Stelle non comprende un dato. Nessuno, in Italia, vuole questa guerra. Non esistono, dalle nostre parti, oltranzisti e pacifisti. Tutti la subiscono, creando le condizioni perché passi al più presto.
Non c’è, quindi, un elettorato da recuperare ma una sfida da combattere, in stretta sintonia con l’Europa, che possa, in qualche modo, rafforzare la nostra credibilità internazionale. Il Consiglio Federale che doveva espellere Di Maio, nel frattempo, lo ha solo scomunicato. Si attende, domani, l’arrivo di Grillo. Nel frattempo, si parla confusamente di ballottaggi, di responsabili regionali, di strategie comunicative.
Dopo tante epurazioni, dopo mille, sconsiderati attacchi alla politica del passato, ecco che quella del presente sembra una fotocopia scolorita di un progetto politico trasformatosi in una farsa..