Depositphotos

Franco Esposito

Quel liceo cambi nome, cancelli l’insegna “Liceo Scientifico Amedeo di Savoia duca d’Aosta”. Venga intitolato a una donna, Rita Levi Montalcini o Margherita Hack. La proposta è di un professore protetto dall’anonimato per ovvie facili ragioni. Proposta pienamente approvata dal collegio docenti. Si attende la pronuncia del Consiglio d’Istituto. Intanto, è già insorta la destra sconfitta alle recenti amministrative dal centrosinistra anche a Pistoia. 

Se fossimo in un Paese normale, conscio e rispettoso della sua Costituzione, il cambiamento dovrebbe già essere avvenuto da decenni. Invece siamo in Italia e dobbiamo ancora stupirci per l’incredibile quantità di scuole, di ogni ordine e grado, ancora oggi intitolate a un Savoia vicerè di Etiopia. Proprio lui che tacque sulla legislazione razzista coloniale che promulgò, da vicerè, e non volle passare dalla parte delle forze antifascista. Amedeo di Savoia duca d’Aosta decise di combattere fino in fondo la guerra criminale promossa dal regime fascista. E non ebbe remore nell’annegare nel sangue la resistenza libica. 

Il famigerato vicerè di Etiopia, contribuì a pieno titolo, e con assoluta convinzione, ai crimini di guerra e all’oppressione del regime fascista. Al Parco del Valentino, a Torino, esiste tuttora un monumento a lui dedicato. 

Scuole intitolate ai Savoia? La Costituzione va onorata e tutti i nomi vanno cambiati. 

 A Pistoia è venuto fuori una sorta di finimondo. Un gruppo di ex allievi nostalgici si è stracciato le vesti e il consigliere comunale Lorenzo Galligani, di Fratelli d’Italia, ha tuonato letteralmente: “Il tentativo di cancellare la storia del liceo scientifico di Pistoia rattrista moltissimo, Rappresenta soltanto un’operazione politica-propagandista. Infatti è emersa poco prima delle elezioni amministrative. É inoltre un insulto a tutti gli italiani e alle italiane che hanno difeso la bandiera in tutte le guerre. Margherita Hack e Rita Levi Montalcini? Siamo davanti a una speculazione politico-ideologica”. 

Alla protesta destrorsa si è aggiunta una lettera scritta al preside del Liceo Scientifico dal bisnipote dei Savoia. “La storia della monarchia e dell’Italia tutta passano per il periodo fascista, ciò non scalfisce minimamente la ineccepibile gloria storia della persona”. 

Parole che stanno a significare perchè è giusto e urgente cambiare il none a quel liceo. La storia, a ben vedere, sparisce azzerata, cancellata, facendo finta che la Costituzione non esista. Nella seconda guerra mondiale essere patrioti signfiicava sperare che vincessero i nostri nemici. 

Il nome del Liceo Scientifico pistoiese va cambiato per una ragione puramente ideologica, che si chiama Costituzione della Repubblica Italiana. Il periodo fascista non è stato una  stagione assimilabile con la primavera. Il fatto che sia esistito brescia le storie ignobili di tutti coloro – gente di responsabilità e potere – che lo sostennero o non lo fermarono. Al coro di protesta della destra si sono uniti i monarchici dell’associazione “Patto per la corona”, denominazione questa perfino umoristica visto e provato che non è possibile la revisione della forma repubblicana  della Costituzione. L’unica cosa da evitare, poi, è consentire agli studenti di quel liceo di dimostrare che Amedeo Duca di Savoia fu “un eroe nazionale”. Vorrebbe dire infestare una scuola della Repubblica con false notizie parenti strette della propaganda fascista. 

Il Savoia sopracitato morì in prigionia. Nicola Labanca nel Dizionario Biografico degli Italiani scrive: “La propaganda del regime accusò la Gran Bretagna di barbarie, la pubblicistica militare incensò l’eroe dell’Amba Alagi e i circoli più vicini agli Aosta, e gli ambienti più vicini al mito coloniale misero da parte l’icona guerresca ed esotica del  principe sahariano, per porre l’accento su quella del colonialismo moderato, buono…..Ma nel complesso si trattava di un mito falso, o falsificabile. Amedeo aveva partecipato alle campagne di riconquista della Libia, aveva aiutato il fascismo accettando la carica di vicerè di Etiopia, aveva taciuto sulla legislazione razzista coloniale…”. 

Quei “selvaggi di pelle nera”, gli etiopi, furono sterminati dal Savoia con il gas. Una storia che bisognerebbe conoscere nei minimi dettagli, affinchè non torni mai più. Sì, mai più. Le scuole servono appunto a spiegare cosa fecero e chi erano bieche  persone come il cosiddetto “Eroe dell’Amba Alagi”. Mai e poi mai a celebrare. 

Va quindi ritenuta opportuna la proposta del professore insegnante in quel Liceo Scientifico di Pistoia. Cambi nome quella scuola, seppellisca quello avuto finora, durato fin troppo, con sommo dispregio della Costituzione della Repubblica Italiana.