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di Lucio Fero

Carri armati, un pezzo d’alta, altissima scuola teatrale. Copione e sceneggiatura che ci vorrebbero Sordi e Zalone insieme e Totò e De Filippo a rinforzo e neanche basterebbero ad eguagliare. Dunque c’è, ci sarebbe una struttura, una organizzazione, magari un Ministero, una sua articolazione, uno Stato maggiore, magari anche minore ma comunque uno Stato o almeno i suoi uffici, uomini, donne, addetti, competenti, responsabili. Si tratta di trasferire da Persano (Campania) tre carri armati (in realtà artiglieria semovente, ma anche ai giornalisti chiedere di essere precisi è offenderli nella professionalità) in Germania che è poi la loro per così dire patria (sono mezzi dell’esercito tedesco). Un trasloco. E che si fa quando serve un trasloco?

La ditta privata – Si chiama una ditta, una ditta privata. Anche lo Stato italiano, nella sua versione militare, chiama una ditta privata. Come molte delle ditte private italiane anche questa chiamata al trasloco carri armati è orgogliosamente, programmaticamente, massicciamente fuori regola e regole. Opera fuori regola. Se qualcuno dovesse domandarle perché lo fa, risponderebbe che nelle regole soffoca, finisce in ginocchio…Con estrema naturalezza che denota consuetudine la ditta privata manda ad eseguire il trasloco mezzi e uomini senza autorizzazione e licenza. Tutto normalmente ovvio, altrimenti l’azienda non si esporrebbe. Ma il caso importuno e dispettoso prende la forma di forze nemiche dell’imprenditorialità, dei posti di lavoro e delle famiglie. Un controllo di polizia stradale e i carri armati vengono bloccati lato autostrada.

Italian show – Nel carri armati italian show abbiamo le autorità militari nella parte dello svampito distratto, l’azienda privata nella parte del furbetto senza malizia, la polizia stradale nella parte dei fato avverso. Grande show: solo una grande tradizione e sopraffina regia può produrre carri armati traslocati da ditta senza autorizzazioni e poi fermati sull’autostrada dalla pattuglia. C’è anche un dopo show all’altezza: la “notizia” che erano carri armati destinati all’Ucraina. Quelli della comunicazione son gente semplice e svelta: la Germania ha detto darà altri carri armati all’Ucraina, questi son carri armati tedeschi, eccoli: sono loro!
Proteste dei danneggiati – Non è improbabile arrivino da parte delle associazioni trasportatori lamentele se non proteste per il danno subito alla libera e perciò soffocata imprenditorialità. Stanno protestando non pochi perché da domani primo di luglio 2022 arriva il frettoloso e affrettato obbligo di accettare pagamenti col Pos, la legge è di appena 8 anni fa! Stanno protestando i tassisti, fratelli di lotta dei balneari contro il crimine chiamato concorrenza. Hanno protestato, si sono fatti sentire manager e sindacati delle aziende di trasporto locale e tutti i partiti o quasi stanno lavorando per impedire che trasporto locale possa essere messo a gara. Spiagge, licenze, bus e metro…l’italian show prevede che chi li ha in mano finga l’esproprio e la relativa miseria. Funziona, la politica più o meno tutta finora ha sempre gradito lo spettacolo e plaude di conseguenza. Nel palcoscenico italico la concorrenza ha da decenni sempre e solo l’arcigna parte del cattivo crudele e spietato. Magari straniero, ecco: straniero invasore e saccheggiatore.

Che fai, non mi cacci? – Ai tempi Gianfranco Fini sfidò Berlusconi pubblicamente dicendogli “che fai, mi cacci?”. Non gli andò bene, per nulla. Ora Giuseppe Conte intima a Mario Draghi: che fai, non mi cacci? Conte e M5S proprio gli scappa, gli scappa forte e urgente di andarsene dal governo. Ma vorrebbero esser cacciati e far la parte dei buoni e puri cacciati dai cattivi e impuri. Per questo hanno escogitato e messo i scena una fiction (si vede netta in regia la mano di Rocco Casalino). Dunque si fa arrivare al quotidiano Il Fatto l’indiscrezione secondo cui il sociologo Domenico De Masi…Il Fatto è il quotidiano più vicino a Conte e a M5S, entrambi sono di casa e lì a casa loro, non deve essere stato proprio un faticoso scoop. Il fatto riferisce che De Masi riferisce che Grillo ha riferito che Draghi al telefono gli ha detto qualcosa riassumibile nel che palle questo Conte. Conte, folgorato dalla notizia inaspettata (?) soffre per la rivelazione, proclama “fatto grave”, va al Quirinale, chiede conto a Draghi. E’ la fiction che fai, non mi cacci? Una sceneggiata nel palinsesto estivo del palcoscenico Italia.