Continuano le celebrazioni per il centenario della sede dell’Ambasciata del Messico a Roma. Questa volta con uno scambio storico: non era mai successo che le due nazioni si restituissero, in contemporanea, reperti di grande valore.

Ha cominciato l’Italia con trenta pezzi archeologici appartenenti a diverse culture mesoamericane del secolo XVI che furono successivamente rubate e quindi recuperate in diverse parti del territorio italiano da parte dei Carabinieri della Tutela del Patrimonio Artistico (TPA).

Tra questi anche tre statue di terracotta della cultura Maya dello stato di Campeche. Tutti gli oggetti sono stati autenticati dal Instituto Nacional de Antropología y Historia de Mexico e dal Museo delle Civiltà di Roma.

Da parte sua il governo del Messico ha restituito a quello italiano 1271 documenti che compongono l’archivio personale dello scultore Ettore Ferrari autore, tra gli altri, di un monumento al filosofo Giordano Bruno che si trova a Roma a Campo dei Fiori.

“Questi archivi sono apparsi in Messico – ha spiegato l’ambasciatore Garcia de Alba – e la persona che li comprò, con grande civiltà, ha deciso che appartenevano all’Italia”.