di ROBERTO ZANNI
La conferma l'ha data a JCNET.com.br l'editore ArtNer: "Il libro è stato preso dalla Library of Congress". Il volume è così finito nella più grande biblioteca del mondo che conta oltre 171 milioni di titoli tra libri, manoscritti, giornali, riviste, mappe, registrazioni audio con materiale disponibile in ben 470 lingue. Così d'ora in poi ci sarà anche 'Pelo vapores do Matteo Bruzzo: a saga da família Giorgi para o Brasil" scritto da Priscila Gambary, discendente di quella famiglia, che ha voluto raccontare quel viaggio, quella storia di lotta e sopravvivenza avvenuto alla fine dell'800 che poi può rappresentare perfettamente quello che successe, in quei tempi, a centinaia di migliaia di connazionali.
Un libro simbolo voluto dalla Library of Congress, di fatto la biblioteca nazionale degli Stati Uniti, la più antica istituzione culturale federale del Paese, fondata il 24 aprile 1800. Un libro che diventerà l'emblema dell'immigrazione italiana in Brasile, ma anche in tutto il mondo. "È la vittoria di tutti coloro che hanno fatto parte di questo processo - ha dichiarato l'autrice appena saputa la notizia - dai Giorgi a tutti i primi emigranti italiani che soffrirono tanto in una terra che non era la loro ed ebbero tanto coraggio".
L'idea di scrivere un libro sul viaggio dei Giorgi è venuta nel 2019. "La mia famiglia - ha raccontato ancora Priscila Gambary, pianista, laureata in musica e docente alla Universidade Federal de Sergipe nello stato omonimo - si è sempre preoccupata di preservare il nostro passato e io ho voluto organizzare il tutto. È la storia dei miei avi, ma possiamo dire che lo è anche di tutti i primi emigranti dell'epoca. Partire e ricominciare è una delle decisioni più coraggiose che si possano prendere".
La passione di Priscila nel ripercorrere la storia della sua famiglia ha avuto la collaborazione di diverse persone in Italia come in Brasile, così alla fine ha ricostruito, grazie a un centinaio di documenti, il viaggio del bisavolo Eugenio Giorgi che dalla provincia di Macerata, assieme a sei famigliari lasciò la fame e l'Italia per cercare una vita migliore. "La situazione era talmente miserabile - ha aggiunto Priscila - che in quel tempo per ottenere una bevanda che somigliasse al caffè si dovevano usare le radici dei vegetali e si stima che di 1,5 milioni di abitanti, 700.000 si lasciarono tutto alle spalle".
Ma le sofferenze di Eugenio Giorgi continuarono anche in Brasile: si stabilì prima nello stato di Espirito Santo, pochi mesi dopo però vide morire tutti i familiari per una epidemia di febbre gialla. Ma quell'episodio per certi versi si è ripetuto più di un secolo dopo perchè durante la pandemia Covid Priscila ha perso otto persone della propria famiglia. "Ed è stato abbracciando la storia dei miei avi - ha sottolineato - questa eredità di sopravvivenza di forza e coraggio che ho trovato le motivazioni per andare avanti. E il libro si è trasformato nel progetto più importante della mia vita".
E ora l'autrice si trova in Italia dove il volume è stato già tradotto e dovrebbe essere pubblicato in italiano all'inizio dell'anno prossimo, mentre in Brasile si può ottenere gratis basta scrivere a gambary@academico.ufs.br. "Volevo che il libro fosse un respiro di speranza - ha concluso - un invito a ricominciare, per questo ho voluto condividerlo".