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di Antonio Giuseppe Di Natale

I cosiddetti “sinceri democratici” utilizzano il termine sovranista come dispregiativo. Gli stessi atlantisti dell’ultima ora ed europeisti a prescindere, considerano il sovranismo come se fosse il male assoluto della politica italiana. Eppure il secondo comma dell’articolo 1 della Costituzione italiana recita: “La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione“. Ovviamente, quali sono i limiti e le forme della sovranità popolare lo stabiliscono gli autoproclamati “progressisti“. La Costituzione e le leggi in generale “si interpretano per gli amici e si applicano per i nemici”.

La Treccani definisce il sovranismo come “posizione politica che propugna la difesa o la riconquista della sovranità nazionale da parte di un popolo o di uno Stato, in antitesi alle dinamiche della globalizzazione e in contrapposizione alle politiche sovrannazionali di concertazione”. Il populismo, la stessa Treccani, lo definisce “atteggiamento ideologico che sulla base di principi e programmi ispirati al socialismo, esalta in modo demagogico e velleitario il popolo come depositario di valori totalmente positivi”.

Io sono l’antitesi del populismo. Pertanto, come direbbe Giorgio Gaber, il sovranismo è di destra mentre il populismo è di sinistra. L’Italia è un Paese a sovranità limitata. L’ultimo baluardo alla nostra semi-autonomia era la sovranità monetaria che abbiamo perso con l’ingresso dei Paesi che hanno aderito alla moneta unica.

Se il sovranismo persegue l’obiettivo di difesa o riconquista della sovranità nazionale: io sono sovranista. Se sovranismo significa amor patrio e non odio degli altri: io sono sovranista. Se sovranismo significa difendere gli interessi degli italiani e dell’Italia: io sono sovranista. Se sovranismo significa tutelare le imprese italiane da direttive europee assurde e palesemente autolesionistiche come la Bolkestein contro i balneari italiani: io sono sovranista. Se il governo, espressione del voto popolare, non è disponibile ad accettare diktat di una Unione europea matrigna che danneggia le nostre imprese: io sono sovranista.

Se sovranista significa non accettare di essere eterodiretti da una oligarchia senza legittimità democratica: io sono sovranista. Se si considera la globalizzazione come un pericolo per la manifattura italiana a causa di una concorrenza sleale per il costo del lavoro, per la sicurezza dei lavoratori e di quella ambientale: io sono un sovranista. Se l’Italia e chi la rappresenta opta per la diplomazia piuttosto che la guerra: io sono sovranista. Se credere nella sovranità popolare così come stabilito dalla nostra Costituzione è il male assoluto, allora bisogna abolire la nostra Costituzione.