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Franco Esposito

Il 6 più rico di sempre. La caccia prosegue, ma non c'è barba di cristiano che riesca a mettere le mani sul jackpot da record. Duecentocinquanta milioni di euro, mai come questa volta il Superenalotto aveva toccato una simile altsa vetta. In attesa di scoprire chi sarà il superfortunato che centrerà il 6 più ricco nella storia d'Italia del gioco, resiste tuttora il primato stabilito da Antonio Sacripanti: 18  marzo 1990, il sistema studiato con un amico, Luca Silvestril, consentì a questo signore di Traquinia di vincere 130 milioni al Totocalcio con un 13. Antonio Sacripanti è uno dei rarissimi casi di vincitori supericchi che si sono svelati. Ma solo a capo di un mistero nascosto per trent'anni.  

In mancanza quasi totale di super vincitori disponibili a rivelarsi, in Italia le vincite più alte di sempre sono catalogate per regione. Al massimo per le città che le hanno  realizzate. Lodi nel 219, con 209 milioni, e a seguire Lombardia e Lazio, Vibo Valentia (163,54 milioni), Monteteppone, in provincia di Fermo, e Bagnone dalla parti di Massa Carrara. La statistica del Corriere della Sera indica  negli Stati Uniti, in California, la vincita più alta nel mondo: 1.586, 400 milioni nel 2016. 

Il jackpot in questione, con l'estrazione di oggi, vale per la precisione 250 milioni 400mila euro. 

Ma le possibilità di centrare la sestina super ricca sono quasi nulle. Uno su 622.614.630, e il dato fa dire al matematico Roberto Natalini, direttore dell'Istituto per le Applicazioni del Calcolo del Cnr “più facile che un asteroide colpisca la terra che uno di noi azzecchi il 6 al Superenalotto”. Il che è tutto, se a sbilanciarsi è un tecnico che da una vita studia scientificamente la più antica e sfuggente delle seduzioni: la probabilità. 

Sappiamo tutti che i soldi rappresentano soltanto un miraggio. La seduzione, lei sì, è ben più forte del tentativo. Il piacere - sostengono alcuni autorevoli studiosi della materia - è tutto nel confezionare intorno alle nostre vite “una bella storia”. Fantasticare sul premio, come nel caso dei 250 milioni del Superenalotto,  provare a immaginare che cosa farne, e come impiegarla e a cosa destinarla, eventualmente, quella montagna di quattrini. . 

L'immaginazione mette in secondo piano il fatto, questo si concreto, che spinge ogni settimana lo scommettitore a puntare dei soldi. Tommaso Landolfi, grande scrittore, si perse in questa pazzesca vertigine. E proprio partendo da lì, da quella singolare condizione, inventava strambi personaggi letterari portati a perdersi in una “fortuna meschina” o nella malasorte. 

Ma la fortuna  c'entra davvero o piuttosto bisogna chiamarla con un nome diverso? Il punto di domanda ha una sua precisa connotazione: in tanti casi questo tipo il jackpot non ha portato fortuna. Talvolta è stato fonte di scalogna. Un portatore di sventure sfuse e a pacchetti. Viene citata a mo' di chiaro esempio la vicenda di una signora inglese, Margaret Loughev. Conosciuta al di là delle bianche scogliere di Dover come “Maggie Millions”. Un'esistenza, la sua, di sussidi, poi la la vincita del primo premio dell'Euro Millions. Oltre 26 milioni di sterline, qualcosa come 31 milioni euro. . 

Mai ricca prima, miss Lughrey da ricca non è riuscita a darsi una vita normale, a reinventarsi nella società con una mare di soldi tra le mani. L'anno scoeso l'hanno trovata morta suicida nella sua casa in Irlanda del Nord, a Belfast. Questo per dire quali possano essere talvolta le conseguenze di un'improvvisa supericchezza che piove  addosso a chi magari aveva vissuto di stenti fino a qual momento. 

Ma i veri giocatori non si fermano. Per questo Superenalotto più ricco di sempre, un 6 da sballo, non li sfuora neppure il pensiero che la dotazione del montepremi cresca proprio perchè “vincere è molto raro”. Perchè la vincita - raccomandano esperti dei misteri connessi alla probabilità - “è una rarità  quasi incalcolabile”. 

Allora perchè non piantarla lì, non smettere di giocare, perchè non fermarsi con le puntate? “Tutte cose che fanno sorridere”, sottolinea il professore Roberto Natalini, “come pure quelle dei numeri ritardatari, vale a dire la scelta di puntare su numeri che non escono da molto tempo”. 

Il giocatore non tiene mai conto dell'unica vera realtà:il numero non ha memoria, cosa volete sappia di ritardi e teorie del genere che hanno fatto la fortuna del gioco del Lotto? Laddove è reale, concreta la somma che molti puntano oggi settimana. Sembra una contraddizione in termini, invece non lo è affatto. Le scienze comportamentali indicano qual è infatti il terriorio irrazionale nel quale agiscono i giocatori incalliti, e quelli obbligati per necessità a inseguire speranza e sogno. Il territorio dei soldi di chi gioca. 

Allora come fare, cosa fare? Una risposta preicsa non c'è, non può esserci. L'unica dimostrazione è reperibile nei dati, che sono pure essi numeri. Nel 2021 gli italiani hanno speso 1,5 miliardi di euro nel Superenalotto. L'incremento, gente, è stato del trentasi per cento rispetto all'anno precedente. Quello della pandemia. E fra le centinaia di migliaia di italiani giocatori non stupisce che ci siano anche una marrea di disoccupati e autentici eserciti di anziani con fragili pensioni. 

Quel popolo del gioco che non smette di svenarsi inseguendo il jackpot più ricco della storia. Proviamo ad immaginare anche l'avvento della beffa: che succede se dovessero vincere tante persone e il montepremi dovrà essere diviso tra molti? Meglio non pensarci.