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A un mese esatto dalle elezioni del 25 settembre la coalizione di centrodestra gode di un ampio vantaggio e sfiora il 50% dei consensi. Il dato politico nelle rilevazioni Tecnè del 17-18 agosto è la diminuzione degli indecisi. Nell'ultima settimana lo 0,8% delle persone ha scelto una coalizione da votare.

Tra i partiti primeggia Fratelli d'Italia in testa col 24,3% (+0,1%) seguito dal Pd col 23,5%: il partito di Enrico Letta sconta un calo rispetto all'ultima rilevazione del -0,3%. Secondo i principali sondaggisti i battibecchi tra i leader delle forze politiche, si pensi all'ultima polemica sul video postato da Giorgia Meloni, non incidono sulle preferenze di voto e allontanano semmai gli elettori. Per sei famiglie italiane su dieci il tema del carrello della spesa o del caro bollette è prioritario rispetto a qualsiasi altra questione.

Elezioni, il sondaggio Tecnè - Secondo l'ultimo sondaggio Tecnè per Mediaset (interviste del 17-18 agosto) la coalizione di centrodestra vola al 49,8%, con un netto distacco dal centrosinistra che è al 30%. A seguire M5S con il 10,2%. Ancora dietro il terzo polo di Matteo Renzi e Carlo Calenda al 4,8%.
FdI risulta primo partito con il 24,3%, segue il Pd con il 23,5%. La Lega al 12,9% e Forza Italia all'11,4%.

Queste le indicazioni di voto per i singoli partiti:

FdI 24,3%
Pd/Art. 1/Psi 23,5%
Lega 12,9%
Forza Italia 11,4%
M5s 10,2%
+Europa 2,8%
Italia Viva/Azione (Terzo polo) 4,8%
Verdi/Sinistra italiana 3,7%
Italexit 2,7%
Noi con l'Italia/Italia al centro 1,2%
altri 2,5%

Elezioni, i numeri di Noto sondaggi - Numeri simili nelle rilevazioni di Noto sondaggi del 20 agosto pubblicate dal Corriere della Sera: il centrodestra con qualche consenso in meno, resta in testa al 47,5%. La coalizione di centrosinistra è al 25,5%, M5S al 12,5%, più promettenti in questo caso i numeri di Azione e Italia viva al 7,5%.
Anche per Noto Sondaggi FdI sarebbe il primo partito con il 25%, segue il Pd al 20,5%. Guardando ai soli collegi uninominali, la rilevazione indica il centrodestra vincitore nell'80-90 per cento dei casi. Con la possibilità, per via dei meccanismi del Rosatellum, di raggiungere tra il 60 e il 64 per cento dei parlamentari, sfiorando dunque la soglia dei due terzi, che consentirebbe modifiche alla Costituzione senza passare dal referendum.