Gente d'Italia

Crisi energetica e prezzi alle stelle, maxi depositi di garanzie per combattere i 5 milioni di morosi

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Franco Esposito

Arriva la stangata, nelle tasche degli italiani non c'è più una lira. La situazione diventa più grave e più greve. Le previsioni fanno cadere le braccia e spingono gli italiani ai confini con la disperazione. Sul bavero dell'impossibilità. Il prossimo anno la spesa media di ogni famiglia italiana sarà di 4.724 euro, per l'energia elettrica. Incremento previsto del 59% ; la spesa di quest'anno è di 2.476 euro. L'aumento previsto da questo mese da Arera è del 122%. Sembra tutto fantascienza, laddove è pura amara realtà. 

Sulle imprese l'impatto provoca forti rischi. Soprattutto uno: la possibile chisuura di 850mila imprese. Tre milioni e mezzo i nuovi disoccupati. Con un costo per lo Stato di 141 miliardi di euro. La desolante prospettiva incrementa in maniera esponenziale il numero dei morosi che non pagano le bollette. Perchè non possono, non sono nella condizione di onorare le scadenze. Quanti sono? Cinque milioni e il numero è destinato a lievitare. 

Le società dell'energia – luce, metano, condominio -  corrono ai ripari. Provano con le soluzioni tampone del tipo l'imposizione di maxi depositi di garanzia da parte dell'utente. "Versate o tagliamo", vale a mo' di vero e proprio diktat. La stangata in arrivo e la disastrosa situazione generale allarmano il Codacons. Mentre si attendono i prossimi rincari e le mosse con cui il nuovo governo proverà a contrastare l'emergenza energia. 

Il dato più probante che dà l'idea della dimensione della crisi in atto è reperibile nel risultato di un'indagine portata a compimento da Facile.it. Quatto milioni e 700mila italiani avrebbero saltato il pagamento di un o più bollette. I morosi però non riguardano solo elettricità e gas, visto che almeno tre milioni di italiani avrebbero già saltato una o più rate condominiali. Evidente clamoroso aumento della povertà rappresenta una forte insidia per la tenuta delle famiglie. La peoccupazione è anche dell'Abi. L'associazione dei bancari italiani chiede "un'azione a livello nazionale ed europeo per abbattere le rate e allungare le scadenze di prestiti e nutui". 

Il risveglio pare maturi in ritardo. Le stime di Codacons inducono a pensieri colorati profondmente di scuro. La situazione si complica ancora di più per l'effetto delle nuove tariffe dell'elettricità, aumentate del 59% nell'ultimo

trimestre. Le imprese e gli operatori dell'energia di media e piccole dimensioni continuano a inviare lettere di disdetta delle forniture. "Non siamo più nella condizioni di rinnovare il contratto, cercatevi un altro operatore". 

Il settore attraversa un momento di grave difficoltà. "Gli operatori non sono più in grado di garantire forniture storiche o conquistare nuovi clienti". La situazione assume i contorni della drammaticità, diventando addirittura non pià riparabile quando entra in gioco il nuovo metodo di calcolo. L'ha deciso Arera, con l'aggiornamento mensile delle tariffe e non più trimestrale. Il metodo consentirà di conoscere solo a novembre l'entità dei nuovi rincari. Si prevedono aumenti del 70%. 

Se confermata, l'ipotesi eleverebbe la bolletta media del gas  a raggiungere 2,942 euro a famiglia su base annua e una  crescita del 117%, rispetto all'ultimo trimestre del 2021. "Sembra sia scattata la gara a chi sgancia più clienti", osserva Lorenzo Melotti, a capo di e-consulenze Assofond, l'associazione di Confindutria che rappresenta le fonderie italiane. "la situazione preggiora di giorno in giorno". 

Assofond, per la prima volta in venti anni, ha faticato per venire a capo dell'individuazione di un interlocutore per l'acquisto di gas naturale: "Molti fornitori non hanno presentato offerte, sottolineando di aver terminato i volumi a loro disposizione". 

La situzione presenta i connotati precisi della gravità, Una roba da sbattere i capo contro il nuro, Non se ne esce. Ulteriori complicazioni dipendono dal fatto che, per il  rinnovo di gas e luce, a molte aziende viene chiesto non pià la fideiussione, ma un deposito di garanzia, come detto. Pena lo stacco della fornitura. "L'azienda di cui siamo clienti da decenni ci ha chiesto un milione e 300mila euro", lamenta il capo di Fondermetal, società di pressofusione di alluminio in provincia di Bergamo, La cui bolletta è lievitata da 90mila a 200mila euro, Serrata trattativa ha portato a una riduzione. "Quattrocentocinquantamila euro, vale a dire l'anticipo di circa due mesi di fatture". 

A Ecobat Italia di Marcianise, azienda che ricicla e rilavora le batterie delle auto, è stata chiesta una fideussione. "Di due milioni, a garanzia per bollette del gas da 400mila euro al mese. "Prima della crisi pagavamo 80mila euro". 

Capito, gente, come butta in Italia in questi tempi segnati e mortoriati dalla cirsi energetica? Butta così, in ogni ambito: per continuare ad avere le forniture di gas e luce si è obbligati ad accettare fideiussioni anche da 500mila euro. "A garanzia di bollette lievitate da 200 a 700mila euro", detto ad un livello di massima indignazione dal gestore della piscina al Lido Albaro, Genova. 

Ma l'Ue cosa fa, assiste allo scempio senza muovere foglia? L'ultima novità è questa e rappresenta una svolta: la messa in atto del piano italiano, almeno sul gas, con "l'attuazione del tetto dinamico del prezzo". Approvata dalla Commissione la proposta per "frenare le quotazioni". Oggi il via libera. Comprensivo "dell'ok ad acquisti comuni e più aiuti". 

Andiamo a vedere se alle parole seguiranno i fatti.

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