C'è un clima di grande festa in questi giorni a Paysandú, una delle zone più italiane dell'Uruguay. La bandiera tricolore è esposta in alcune case e anche in tanti negozi che hanno aderito alla seconda edizione della Settimana italiana con un programma ricco di attività. Una proposta accademica, culturale, gastronomica e sociale sta accompagnando in questi giorni un grande evento molto atteso come racconta Martin Lamarca, presidente dell'Associazione Lucana di Paysandú: "Questa settimana è il frutto di un lungo percorso che avevamo iniziato nel 2017 con "Il sapore lucano", un'iniziativa di carattere gastronomico. Dopo quell'esperienza avevamo organizzato nel 2019 la prima settimana italiana che ebbe un successo notevole. Purtroppo con la pandemia abbiamo dovuto sospenderla ma il pubblico era impaziente di tornare a celebrare l'Italia come meritava. Nonostante il poco tempo a disposizione ci sembrava assolutamente importante rispondere a questa richiesta e tornare con questa seconda edizione. In questi anni abbiamo raggiunto notevoli traguardi che meritano di essere celebrati con l'augurio di guardare avanti sempre con entusiasmo".

La settimana si è aperta lunedì con il tour commerciale e gastronomico  che proseguirà fino a domenica e che è organizzato con la collaborazione di numerosi locali oltre che del Centro Comercial e Industrial de Paysandú considerato anche che la data coincide con la settimana della cucina italiana nel mondo. A proseguire ci sono state poi due conferenze, una quella del professor Pablo Rivero sulla genealogia (una tematica da sempre molto seguita dall'associazione con diversi progetti) e l'altra quella dello storico Martino Contu sullo studio dell'emigrazione italiana in Uruguay tra il 1840 e il 1865. La proposta è proseguita poi con la proiezione del documentario pluripremiato "Bosco" il cui accesso è stato gratuito per il pubblico a condizione di apportare una collaborazione volontaria alla Scuola 57 ribattezzata "Italia" nel 2019 in onore degli immigrati italiani che popolarono quella zona. Oltre alla celebrazione della prima edizione del Día del Inmigrante Italiano presso il monumento alla lupa di Roma, la ciliegina sulla torta di questo evento sarà rappresentata dalla cerimonia che consegnerà la storica sede del Circolo Napolitiano ai discendenti lucani a cui seguiranno spettacoli musicali e artistici.

"Tutte le proposte" -spiega Lamarca- "sono state pensate per promuovere l'Italia sotto diversi punti di vista considerato anche che la data coincide con la settimana della cucina italiana e il Día del Inmigrante Italiano. Siamo veramente molto soddisfatti per una proposta notevole che coinvolgerà l'intera comunità in festa".

L'aspetto più rilevante, sottolineano gli organizzatori, sarà la cerimonia di sabato sera che segnerà il riscatto definitivo della la storica sede del Circolo Napolitiano. Costruito nel 1884 e andato in rovina negli ultimi decenni, l'edificio era stato parzialmente salvato nel 2019 quando -grazie a un accordo con la locale Intendencia- si era riusciti a ottenere un piccolo spazio per fare ricerca genealogica con la collaborazione del Centro Regional de Estudios Migratorios e Investigación Genealógica (Cremig). A breve, però, l'intera sede tornerà a disposizione della collettività con tanta emozione e tanti progetti al riguardo: "Siamo davvero felici per tutto quello che siamo riusciti a ottenere grazie al sacrificio e al duro lavoro, senza chiedere mai soldi a nessuno. La settimana, che già di per sé è una festa, ci porta questo ulteriore riconoscimento che ci riempie di orgoglio". 

Ma.For.

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