Fabio-Porta ©-ClaudioCammarota

DI FABIO PORTA*

Da un governo di centro-destra guidato dalla leader di Fratelli d'Italia, il partito che orgogliosamente rivendica l'eredità del pensiero di Mirko Tremaglia e del suo impegno a favore degli italiani nel mondo, ci saremmo sinceramente aspettati di più, molto di più.

Di più nelle dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio al Parlamento, dove ci si è limitati ad un accenno formale e incidentale alle nostre collettività con riferimento alla promozione della lingua italiana all'estero.

Di più nella composizione dell'esecutivo: niente Ministero per gli italiani nel mondo, la principale promessa sbandierata in campagna elettorale dalla coalizione di centro-destra a tutte le latitudini del pianeta.  Il ritorno di questo ministero avrebbe rappresentato la principale discontinuità tra il nuovo governo e quelli precedenti, a dimostrazione della centralità che avrebbero avuto i nostri connazionali all'estero nel nuovo esecutivo.   A chi, come noi, faceva notare che a un Ministro senza portafogli e senza deleghe sarebbe stato preferibile un Vice Ministro con deleghe e risorse la propaganda della destra rispondeva facendo spallucce.

E' stata poi la volta della nomina dei Vice Ministri e Sottosegretari; all'assenza del Ministro per gli italiani nel mondo si poteva supplire indicando un eletto all'estero o quantomeno un politico esperto in materia.   Nè l'una cosa, né l'altra è stata fatta dall'attuale governo. 

Abbiamo aspettato quindi l'assegnazione delle deleghe da parte del Ministro degli Affari Esteri; pensavamo che tramontata l'idea del Ministero la delega per gli italiani nel mondo venisse assegnata all'unico Vice Ministro, e invece nulla di fatto anche questa volta: al Sottosegretario Silli è stata affidata la delega per le politiche relative agli italiani nel mondo, insieme a molte altre, come i diritti umani, il Consiglio d'Europa e l'America centrale.

Se i primi passi dell'esecutivo non ci sono sembrati particolarmente promettenti, altrettanto deludente è stato l'inizio dell'attività legislativa del governo e della maggioranza che lo sostiene.   Il primo provvedimento arrivato in Parlamento, il cosiddetto decreto "Aiuti quater", ha riservato la prima amara sorpresa per gli italiani residenti all'estero.   Agli italiani nel mondo sarà di fatto precluso il diritto di avvalersi dei bonus edilizi per le case di proprietà in Italia, inserito grazie all'iniziativa del PD nella precedente legislatura e adesso eliminato dal nuovo decreto che limita questo vantaggio soltanto alle abitazioni principali (e quindi non alle case di chi risiede all'estero).

L'assenza di una particolare attenzione del nuovo governo sulle questioni degli italiani all'estero è stata poi confermata dalla mancata convocazione del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero da parte del suo Presidente, il Ministro degli Affari Esteri.   Da quasi dieci mesi il più importante tra gli organismi di rappresentanza degli italiani nel mondo è ancora in regime di 'prorogatio' in attesa dell'assemblea di insediamento del nuovo consiglio; una situazione imbarazzante che sta creando una frustrazione crescente tra i consiglieri eletti e nelle nostre collettività.

Questi primi passaggi, incerti e deludenti,  ci convincono ancora di più dell'importanza e anzi della necessità di fare in Parlamento un'opposizione determinata e costruttiva; abbiamo il dovere di sostenere le tante rivendicazioni di una collettività che è pari al dieci per cento della popolazione italiana e che potrebbe costituire il vero asset strategico della ripresa economica del nostro Paese a partire da un utilizzo intelligente e lungimirante delle ingenti risorse del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).

Gli italiani nel mondo non vogliono essere ricordati soltanto in campagna elettorale.   Alle promesse mancate e alla falsa partenza di questo governo occorrerà subito porre rimedio; dovere dell'opposizione sarà non soltanto segnalare queste gravi carenze ma anche lavorare per ridare dignità e centralità politica e istituzionale a tutte le nostre grandi comunità che in ogni angolo del pianeta fanno onore al Paese.

*Fabio Porta

Deputato del Partito Democratico. Membro della III Commissione Affari Esteri 

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