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ROMA – La festa per la sconfitta. La festa per la vittoria degli (ex) acerrimi rivali. Tutte le contraddizioni dell'Iran in una partita dei Mondiali. La protesta ha ribaltato il senso dei tradizionali "caroselli": dopo la vittoria degli Stati Uniti sull'Iran, gli iraniani sono scesi nelle piazze e per le strade di Teheran, Sanandaj, Marivan e Saqqez, la città natale di Mahsa Amini.
Il giornalista iraniano Masih Alinejad ha postato su Twitter i video dei festeggiamenti: "L'Iran è un Paese in cui le persone sono molto appassionate di calcio. Ora sono nelle strade della città di Sanandaj e festeggiano la sconfitta della loro squadra di calcio contro gli Stati Uniti", ha scritto.
La contesa sportiva tra Iran e USA, Paesi che hanno troncato i rapporti diplomatici più di 40 anni fa, è stata per giorni molto più di una semplice partita di pallone. E così è stata vissuta dagli iraniani che da settimane protestano contro il regime violento, dopo la morte della giovane donna curda Mahsa Amini, il 16 settembre scorso.
Gli iraniani hanno festeggiato anche a Marivan, tra le città curde dell'Iran occidentale dove, il 21 novembre, le forze di sicurezza hanno intensificato una repressione che ha ucciso una dozzina di persone in 24 ore, sparando direttamente ai manifestanti con armi pesanti. Secondo la stampa iraniana nel corso dei festeggiamenti di protesta a Anzali, nel nord dell'Iran, sarebbe stato ucciso un uomo dalle forze di sicurezza del regime.

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