Il presidente della Juve, Andrea Agnelli (Depositphotos)

È pronta in procura a Torino la richiesta di rinvio a giudizio nell'inchiesta sui conti della Juventus. Il provvedimento riguarda Andrea Agnelli e quasi tutte le altre persone che nelle scorse settimane avevano ricevuto l'avviso di chiusura indagini: la posizione di alcuni è stata stralciata in vista di una probabile richiesta di archiviazione. "Juventus non ha bisogno di nuovo capitale", ha detto l'amministratore delegato di Exor John Elkann rispondendo alle domande degli analisti finanziari. "La situazione è molto chiara - ha aggiunto - così come la direzione verso cui proseguire". "Juventus - ha sottolineato - avrà un nuovo consiglio di amministrazione presieduto da un professionista di qualità come Gianluca Ferrero, un valido direttore generale e un allenatore molto forte". "Il calcio - ha spiegato - è un settore di valore e pensiamo che con gli ingredienti che ha Juventus abbia la capacità di diventare una società di valore ancora maggiore rispetto a quello che ha oggi". 

NUMERI DA INCUBO - Sono numeri da incubo quelli dei bilanci degli ultimi cinque anni della Juventus. Dopo le dimissioni di Andrea Agnelli e dell'intero Cda, il Sole 24 Ore ha raccolto dei dati shock sulla cifra bruciata dalla società torinese dal 2018 ad oggi. Numeri preoccupanti, su cui pesa il costo della rosa (specialmente negli anni di Ronaldo) e i danni del Covid. Le perdite complessive ammontano infatti a 612,9 milioni negli ultimi cinque anni con circa 700 milioni di cassa bruciata. Pesa tantissimo il monte ingaggi, che aveva raggiunto quota 300 milioni nella stagione 2017-2018. Dopo l'arrivo di Ronaldo la situazione è peggiorata, arrivando a 398 milioni nella stagione 2019-2020, con la sola operazione CR7 che, tra stipendio e oneri, è costata alla società oltre 300 milioni per i quattro anni successivi, con un peso annuale di 86 milioni. A pesare su tutto c'è stata anche la pandemia Covid, totalmente inaspettata e che ha inflitto danni gravissimi su una situazione già complicata.

L'INCHIESTA - L'inchiesta si chiama Prisma, guidata dal pool di magistrati composto dai sostituti procuratori Ciro Santoriello, Mario Bendoni e dal procuratore aggiunto Marco Gianolio. La Juventus ha annunciato ieri sera le dimissioni di nove membri del suo consiglio di amministrazione in seguito alle indagini per le cosiddette "plusvalenze false" e altre presunte irregolarità nel pagamento degli stipendi dei calciatori e nei bilanci societari che hanno coinvolto i vertici della società. A dimettersi anche il Presidente Andrea Agnelli e il vicepresidente Pavel Nedved.

Un vero e proprio terremoto che chiude un'era definita dall'ex Presidente (sarà sostituito da Gianluca Ferrero) di "risultati eccezionali". Gli inquirenti ipotizzano i reati di: false comunicazioni sociali (art. 2622 cc), ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza (art. 2638 cc), manipolazione del mercato (art. 185 D.Lgs 58/1998) e dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art.2 D.Lgs 74/2000). La Procura di Torino aveva dichiarato conclusa l'indagine lo scorso 24 ottobre, gli atti sono arrivati in Procura due giorni fa.  

I REATI - Per il reato di falso in bilancio, art.2622, la pena è la "reclusione da tre a otto anni"; per quello di manipolazione del mercato, art. 185 D.Lgs. n. 58/1998, la "reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro ventimila a euro cinque milioni"; per il reato di ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità di pubblica vigilanza (art. 2638 cc) "reclusione da uno a quattro anni"; per quello di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, (art.2 D.Lgs 74/2000) la "reclusione da quattro a otto anni".

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