Gente d'Italia

Niente piú sesso, siamo indonesiani

 

 

 

 

Stop ai bollori prima del fatidico “sì” (ma anche fuori dalle “mura amiche”). Il Parlamento indonesiano, infatti, ha approvato degli emendamenti legislativi che vietano il sesso prematrimoniale e che, tra l’altro, allegano altre modifiche di un certo peso al Codice penale del Paese. Sufmi Dasco Ahmad, vicepresidente dell’Aula, ha spiegato di essere favorevole al testo, che peraltro ha incassato la maggioranza dei voti in plenaria. Allo stesso tempo, non sono mancate le critiche: dopotutto, c’è chi ha parlato di una vera e propria battuta d’arresto per le libertà in uno Stato a maggioranza musulmana.

Yasonna Laoly, ministro della Giustizia, ha notato: “Abbiamo fatto del nostro meglio per tenere conto delle questioni importanti e delle diverse opinioni che sono state discusse. Tuttavia, è tempo per noi di prendere una decisione storica sulla modifica del Codice penale e di lasciarci alle spalle il codice penale coloniale che abbiamo ereditato”.

Venendo al nocciolo della questione, la lente di ingrandimento più “croccante” è stata posta sugli articoli che vietano i rapporti sessuali extraconiugali e che trattano anche della convivenza delle coppie non sposate. Tra le altre cose, il portavoce del Comitato del progetto Albert Aries ha difeso a spada tratta gli emendamenti prima del voto, sostenendo senza mezzi termini che la legge tutelerà l’istituzione del matrimonio. In più, ha evidenziato che gli atti sessuali prematrimoniali ed extramatrimoniali potranno essere denunciati solo dal coniuge, dai genitori o dai figli.

Eppure, in questo quadro che punta il dito contro la “carne tremula” non sono mancati gli attacchi di chi ha paventato un attacco alla libertà morale. I nuovi emendamenti, secondo qualcuno, potrebbero portare in auge un crescente scivolamento verso il fondamentalismo in un Paese a lungo acclamato per la sua tolleranza religiosa. Insomma, niente sesso fuori dall’ordinario anche perché, secondo quanto appreso, potrebbe essere punito con un anno di carcere. Inoltre, il codice si applica sia ai cittadini che ai visitatori stranieri.

A seguito della ratifica, il nuovo codice penale dovrà essere firmato dal presidente. Da segnalare che la sua applicazione non sarà istantanea: ci vorranno al massimo tre anni per passare dal vecchio al nuovo codice. Chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa cosa perde ma non sa cosa trova. O forse sì.

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