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Dottoressa “curava” i tumori con ultrasuoni e funghi: ma i pazienti sono morti prima, condannata all’ergastolo

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Ergastolo con isolamento per la dottoressa di 52 anni, finita sotto processo per aver "curato" pazienti affetti da tumore con terapie alternative come ultrasuoni, radiofrequenze, rivitalizzazioni del sangue e anche con i funghi. Terapie che però hanno ridotto l'aspettativa di vita dei malati e ne hanno accelerato la morte. Una condanna nettamente superiore a quella sollecitata dalla pm, che aveva chiesto 24 anni e due mesi di carcere. l verdetto di primo grado riconosce colpevole l'imputata – non presente in aula al momento della sentenza – di omicidio volontario, circonvenzione di incapace e truffa.

"Granitiche" secondo la pm le prove di colpevolezza della dottoressa. "Non ho mai proibito né scoraggiato i miei pazienti a seguire le terapie tradizionali come radioterapia e chemioterapia. Tutto ciò che hanno fatto è stata una libera scelta di ciascuno", si era difesa così in aula l'imputata quando aveva scelto di rendere dichiarazioni spontanee.

Tutto partito da Le Iene - L'indagine era partita dopo un'inchiesta della trasmissione "Le Iene" trasmessa il 19 novembre 2017 su Italia 1, in cui venivano segnalati casi di malati oncologici che avevano abbandonato le terapie tradizionali per quelle proposte dalla dottoressa. Nel maggio 2018 il gip aveva interdetto la donna dall'esercizio della professione medica. Ma prima ancora era stata sottoposta al procedimento disciplinare da parte dell'ordine dei medici di Nuoro.

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