DI STEFANO CASINI

Al principio, nell'anno 1912,  la prima Unión Civica (Uruguay) (UC), il cui Presidente é tuttoggi Aldo Lamorte, era un partito politico con una tendenza sociale cristiana abbastanza conservatrice. Nel 1912 si tenne il primo convegno del partito, nel quale furono approvati lo statuto organico e i principi che ne avrebbero regolato la dottrina e l'azione.

Partecipó alle elezioni con il numero 80, nelle sue liste, che portavano anche, come simbolo, una delle bandiere di Artigas (quella creata da José María Róo) ed è stato l'unico partito autorizzato dalla Corte Elettorale dell'Uruguay, ad utilizzare il tre colori, simbolo dell'Eroe del paese.

I suoi fondatori furono Joaquín Secco Illa e Miguel Perea. Fu Perea a redigere il progetto di base per la fondazione del partito, nato dalla fusione dell'Unione Sociale (fondata da Secco Illa) e dell'Unione Economica (fondata da Miguel Perea).

Juan Zorrilla de San Martín, poeta, protagonista della Rivoluzione Quebracho contro il governo di Máximo Santos e fondatore del quotidiano "El Bien Público", ebbe anche una partecipazione fondamentale alla creazione dell'U.C.

Fin dalla sua comparsa nella vita politica del paese la U.C. si trasformó, in breve tempo, assieme al Partito Socialista dell'Uruguay e al Partito Comunista dell'Uruguay, in una delle tre piccole comunità a presenza parlamentare che davano contributi legislativi, soprattutto sul campo sociale. Il primo deputato del partito, eletto da Montevideo nel 1920, fu proprio uno dei fondatori, Joaquín Secco Illa. 

Il miglior risultato elettorale del partito fu nel 1946 quando raggiunse il 5,25% dei voti e ottenne un seggio al Senato, occupato da Dardo Regules, con Juan Vicente Chiarino come sostituto. Ha anche vinto cinque seggi nella Camera dei Deputati con Tomás Brena, Salvador García Pintos e Juan Vicente Chiarino per Montevideo, Horacio Terra Arocena per Canelones e Venancio Flores per Colonia.

Nei '50, i giovani della Gioventù Democratica Cristiana e del Movimento Sociale Cristiano guidato da Juan Pablo Terra tentarono di modernizzare l'UC, diventando il Partido Demócrata Cristiano, che da quel momento in poi manterrà l'Unione Civica come suo sottomotto con proprietà e simboli. 

Nel 1966 una fazione si staccò dal P.D.C. e, non potendo usare lo slogan "Union Cívica", dovette creare il "Movimiento Cívico Cristiano (M.C.C.)" che partecipò alle elezioni di quell'anno, senza successo. Nel 1971 ci fu una nuova crisi quando la Democrazia Cristiana, insieme ad altri partiti e gruppi di sinistra, decise di creare il Frente Ámplio. 

Poi nacque la "Unión Radical Cristiana (U.R.C.)", che non poteva usare nemmeno il nome "Unión Cívica", per la quale improvvisò strutture e cercò di realizzare un'organizzazione pochi mesi dopo le elezioni del 1971, ottenendo pochissimi voti. 

Dopo l'ammissione da parte delle Forze Armate della sconfitta del plebiscito costituzionale del 1980, Comaspo iniziò un giro di contatti al fine di concordare uno Statuto dei partiti politici e consentire le elezioni interne al loro interno. I contatti iniziarono all'inizio di luglio 1981 con i rappresentanti dei partiti Colorado, Nacional e anche la UC. 

La dittatura, che dal 1973 aveva bandito il PDC (il nome con cui il Frente Ámplio era stato costretto a partecipare alle elezioni del 1971), decise di riabilitare i Partiti Nacional e Colorado, e anche una terza opzione: la Unión Cristiana Radical. 

Nel maggio 1980 un gruppo di cittadini di questa formazione politica,  già collaboratori della dittatura, presentarono alla Commissione Affari Politici delle Forze Armate (Comaspo) una nota chiedendo, in cambio della loro partecipazione alle previste "elezioni", il riconoscimento dell'Unione Civica come motto di quella che fino ad ora era riconosciuta come Unione Radicale Cristiana, con la quale riuscirono a spogliare la Democrazia Cristiana del suo sotto-motto, dei suoi simboli, della sua sede e di altri averi, per consegnarli ai collaboratori. 

Per le elezioni politiche del 28 novembre 1984 furono autorizzati i partiti Colorado, Nacional, FA e Unión Cívica. Quest'ultimo partecipó con pochissimo successo. 

L'UC ha anche partecipato alle trattative del Parque Hotel iniziate il 13 maggio 1983. Juan Vicente Chiarino, Humberto Ciganda e Julio Daverede hanno partecipato a nome del partito. Successivamente, ha partecipato ai negoziati che hanno portato al Patto Club Naval del 3 agosto 1984. Juan Vicente Chiarino e Humberto Ciganda hanno partecipato a questi incontri.

Nelle elezioni nazionali del 27 novembre 1984 l'UC ottenne il 2,32% dei voti, ottenendo due deputati: Julio Daverede per Montevideo e Heber Rossi Pasina per Canelones.

Juan Vicente Chiarino fu nominato Ministro della Difesa dal governo democratico che si insedió nel marzo 1985 con Julio María Sangnuinetti, carica che ha ricoperto fino al novembre 1987. 

L'allora Presidente della Corte Suprema di Giustizia e Presidente ad interim della Repubblica dal 12 febbraio 1985 in poi 1 marzo 1985, il lucano Raffaele Addiego Bruno, appartenente anche all'UC.

Altra figura di spicco dell'Unione Civica fu Federico Slinger, che alle elezioni del 1984 fu candidato del partito alla Vicepresidenza della Repubblica, accompagnando la candidatura presidenziale di Juan Vicente Chiarino. Nel 1985 Federico Slinger fuo nominato presidente dello statale Banco de la República Oriental del Uruguay (BROU), incarico che ha ricoprí fino al 1990. Nel marzo 1995 Slinger fu nominato dal presidente Julio María Sanguinetti Ministro dell'Industria, dell'Energia e delle Miniere, un incarico che mantenne fino alla morte, avvenuta l'anno successivo.

Nel 1989, l'UC aderí alla coalizione Nuevo Espacio, formata anche dal Partito del governo popolare e dal Partito democristiano, che si era separato dal Frente Ámplio. Questa coalizione si è disintegrata nelle elezioni del 1994 e l'UC è tornata a presentarsi da sola.

Alle presidenziali del 1999 il partito scelse come candidato Luis Pieri, che aveva sconfitto Aldo Lamorte nelle elezioni interne del 25 aprile di quell'anno. Alle elezioni comunali del maggio 2000 il candidato al Comune di Montevideo fu Aldo Lamorte.

Infine, per sigillare la scomparsa di questo storico partito, nelle elezioni presidenziali del 2004, il partito si è classificato al sesto posto per numero di voti e il suo candidato Aldo Lamorte ebbe un totale di soli 4.859 voti, pari allo 0,22%,

STEFANO CASINI 

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