Gente d'Italia

A Belo Horizonte c’è un ristorante italiano con una lista d’attesa lunga cinque mesi

di ROBERTO ZANNI
Belo Horizonte è una delle metropoli del Brasile: quasi tre milioni di abitanti, è la capitale dello stato di Minas Gerais e ci sono tanti italiani. Inutile forse aggiungere che il numero di ristoranti, di ogni tipo di cucina, che ci sono in città è infinito. La scelta è vastissima, ma c'è un locale assolutamente particolare. Come ha raccontato "Estados de Minas" nella propria website, nel quartiere della Sagrada Familia, nella parte est della capitale, quasi nascosto c'è un ristorante speciale, si chiama "La Cucina di Piero". Il nome non si trova in nessuna guida che riporta i, presunti, migliori ristoranti, lo chef non ha stelle da mostrare e soprattutto "La Cucina di Piero" è fuori dai percorsi gastronomici tradizionali di Belo Horizonte. Beh, con queste premesse ci si può immaginare ben poco, ma la realtà, al contrario, è tutta un'altra.
Per poter sedersi a un tavolo de "La Cucina di Piero" si devono infatti aspettare almeno cinque mesi. È la waiting list, perchè lì ci vogliono mangiare tutti e per farlo, almeno una volta, si scrive il proprio nome e poi si spera nel giro di qualche mese di venire chiamati. Il ristorante ha aperto nel 2018 ed è italianissimo: opera di Pierangelo Zanoncelli coadiuvato da Gleice Carvalho, brasiliana, socia e braccio destro. Il segreto di Piero? "Il mio cibo - spiega - è lo stesso che gli italiani mangiano a casa propria. Cucino come mia madre, mia nonna e non ho mai fatto un corso".
Zanoncelli, nato a Codogno, provincia di Lodi, per 39 anni ha lavorato in una industria di ricambi auto, si è innamorato di una donna brasiliana, si è trasferito a Minas Gerais e ha aperto il suo ristorante che ora funziona solo su prenotazione, se non ce l'hai inutile insistere. "Al momento - aggiunge - abbiamo posti liberi solo in giugno, ci sono almeno trecento persone che stanno aspettando". Cucina casalinga, che non è cambiata nemmeno con il successo: sempre la stessa, con la medesima cura e discrezione, se così si può definire: non c'è una insegna e per entrare nel locale, se hai la prenotazione ovviamente, bisogna premere il campanello che c'è sulla porta.
Così la voce si è sparsa per Belo Horizonte e l'effetto domino è stato incredibile: tutti ora vogliono assaggiare la pasta e i risotti di Piero e sul menù c'è un avvertimento che poi è una delle basi per il successo: "I nostri piatti sono semplici". E buonissimi si può aggiungere tranquillamente. Anche il funzionamento del ristorante è atipico: in cucina c'è solo Piero: "Non voglio nessuno". Così ogni sera c'è spazio per non più di una ventina di commensali, nonostante la capienza del locale sia per 110 persone. "Vogliamo un rapporto con i nostri clienti - continua - perchè sono amici. Se c'è più gente non si riesce più a parlare". Così senza fretta ci si siede, si ordina, ci sono oltre 30 specialità nel menù.
"Ricette tradizionali della Lombardia - spiega - e il risotto è il punto di forza, il riso da noi si coltiva da sempre". Poi pasta, dalle pappardelle alle fettuccine ai ravioli, tutto fatto in casa, impastate da Piero nella sua cucina: "Ma non uso le uova - uno dei suoi segreti - così l'impasto è più leggero, l'ho imparato dalla mia famiglia". Ma il menù del suo ristorante è anche aperto a tante variazioni sul tema, gli piace improvvisare. "Ho imparato a trattare tanti ingredienti da quando ho cominciato a cucinare, avevo 18 anni: ho imparato quasi senza volerlo, senza impegnarmi". E adesso, in Brasile, il successo.
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