Gente d'Italia

Il teatro dell’assurdo: se a valutare il nostro operato (ovviamente in senso negativo) è la stessa persona denunciata dal Direttore e dai giornalisti di questo quotidiano per brogli elettorali

Aldo Lamorte

Cari Lettori,

chi Vi scrive sono coloro che ogni giorno, da 25 anni, 'cucinano' il giornale: ossia chi i pezzi li pensa, li elabora, li titola e li impagina. Insomma, siamo i giornalisti de 'La Gente d'Italia'. Vogliamo dire il nostro pensiero in merito a quanto sta accadendo in questo momento: in pratica il Dipartimento per l'Editoria, da Roma, vorrebbe negare, al momento, al nostro giornale i contributi pubblici che gli spettano di diritto per la legge sull'editoria.

E sapete perché? Perché si è soffermato su due pareri negativi arrivati dall'ambasciatore Iannuzzi e dal Comites, ossia da Aldo Lamorte. Per loro questo quotidiano non ha motivo di esistere perché non soddisfa la comunità italica. Secondo noi, 'La Gente d'Italia' non soddisfa l'ambasciatore perché non svolgiamo un lavoro di segreteria, cioè non mettiamo in pagina le cosiddette veline-marchette, quelle che in pratica dicono 'quanto siamo belli, quanto siamo bravi'.

Innanzitutto, 'La Gente d'Italia' ha sempre pubblicato notizie interessanti per i connazionali e, per fortuna, è tutto dimostrabile perché abbiamo un archivio più che ampio che lo può dimostrare. Ma c'è un fatto che ci inquieta, e non poco, su un aspetto che riguarda invece Lamorte. Come forse già saprete, questo giornale ha denunciato questo signore per i provati brogli elettorali e ogni giorno lo abbiamo invitato a dimettersi. Ovviamente, invano. Insomma, 'La Gente d'Italia' ha fatto quello che ogni quotidiano democraticamente deve fare: raccontare la verità, essere la sentinella del territorio. E allora la nostra domanda nasce spontanea: ma come è possibile che a dover dare un parere positivo o negativo debba essere un tizio (Lamorte e i suoi amici) che evidentemente ha il dente avvelenato con noi solo perché abbiamo fatto il nostro lavoro? Denunciando i suoi brogli? Era sotto gli occhi di tutti che avrebbe dato parere negativo. E che non avrebbe risposto, come prevede la legge alle 3 domande, Il giornale è venduto nelle edicole? I contenuti sono scritti per più del 50% in lingua italiana? Il giornale circola e viene apprezzato dalla collettività italiana del paese?

Ma il nostro destino può essere nelle mani di una persona che si è macchiata di brogli elettorali conclamati? Ma vi sembra normale? E dunque da Roma vogliono punirci perché facciamo i giornalisti che hanno il sacrosanto diritto di criticare le cose che non vanno. Secondo Iannuzzi e Lamorte l'Uruguay è un bengodi, tutto va bene, non ci sono problemi. Il Paradiso terrestre è qui, basta chiudere la bocca a noi giornalisti, non altri che gli Adamo ed Eva del Sud-America. Immaginate la gioia di persone che, con la nostra uscita dalle edicole, possono fare i salti di gioia. Già, perché possono fare quello che vogliono, con un giornale come il nostro messo ko per meri fini personali e per tranquillità. Molti colleghi ci stanno chiamando dall'Italia, per avere ogni giorno notizie sul nostro futuro che, evidentemente, non è roseo. Purtroppo non siamo nel BelPaese, qui non c'è il reddito di cittadinanza: sai che bellezza, andare a Punta dell'Este e godersela. Invece no, noi siamo nati per lavorare e fare i cronisti e per questo abbiamo detto al direttore Mimmo Porpiglia (che abbiamo dovuto convincere e non poco per la pubblicazione di questa lettera) che siamo disposti anche a lavorare gratis affinché il giornale possa tornare a essere stampato. E nuovamente nelle edicole di tutto l'Uruguay.....Non potranno essere di certo i pareri contrari di un ambasciatore prossimo alla pensione e di una persona accusata di brogli elettorali a zittire 'La Gente d'Italia'.

Ultima cosa. Nei giorni scorsi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è tornato a parlare dell'importanza dei giornali, del pluralismo e della libertà di stampa. Un tema a lui caro che ha rimarcato anche quando è venuto di persona, qui a Montevideo, a premiare questo giornale che per una persona accusata di brogli elettorali come Lamorte non è utile. Sì, avete capito bene: per il capo dello Stato siamo importanti, per una persona accusata di brogli elettorali no. A chi credere? Ebbene, abbiamo deciso: scriveremo anche al presidente della Repubblica, riepilogandogli quanto sta accadendo. Con vicino un bel po' di rassegna stampa che racconteranno di come qui in Uruguay non tutto sia rosa e fiori, dall'omicidio in ambasciata di Luca Ventre ai grandi ritardi che si registrano per i passaporti e dalla chiusura ( non pubblicizzata)  degli appuntamenti per le cittadinanze. Per non parlare di Lamorte e dei tanti casi di brogli elettorali, dalle schede taroccate al caso Cario-Porta. Noi crediamo che il parere di Mattarella sia più importante rispetto a Iannuzzi e Lamorte. Voi cosa ne pensate?

Intanto, cari lettori, continuate a seguirci su www.genteditalia.org e un grazie infinite alla signora Filomena Narducci,  agli otto consiglieri di opposizione del Comites e alle tante associazioni italiane in Uruguay  che hanno difeso e continuano a difendere il nostro lavoro quotidiano.....

I giornalisti, e i redattori de 'La Gente d'Italia'... più carichi che mai.....
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