Gente d'Italia

Fini, il ritorno, andrà al posto di Gentiloni? Lui lanciò Meloni, ora è riapparso nei talk show dopo un lungo silenzio, minimizza ma pochi gli credono

di BRUNO TUCCI

Gianfranco Fini, all'improvviso e senza che nessuno potesse prevederlo è ripiombato sulla scena politica italiana un illustre desaparecidos, al secolo Gianfranco Fini.
Un ex di lusso: Movimento Sociale, Alleanza Nazionale, Popolo della Libertà ed infine un gruppo che ebbe poca vita, Futuro e Libertà, nato quando ormai il nostro era caduto in disarmo. Perché? Colpa di un appartamento a Montecarlo, che una tifosa missina aveva lasciato in eredità al partito e non al suo "number one". Quasi a non crederci chi affondò il dito nella piaga fu un quotidiano molto vicino alla destra, "Il Giornale", che ogni giorno trovava uno scoop da knock out.

Oggi, dopo anni di silenzio, eccolo riapparire con diverse comparsate in tv. "Non ci penso nemmeno un po' a tornare in politica", dice in maniera sorniona. Ma chi mangia "pane e Montecitorio" sa perfettamente che queste sono parole di circostanza. I rumors dicono il contrario e cioè che potrebbe presentarsi come candidato alle prossime europee o addirittura prendere il posto di Paolo Gentiloni alla commissione per gli affari economici.

"Sono tutte chiacchiere", continua a spiegare Fini. "Lo dice soltanto chi sa che ho votato per Giorgia Meloni e che sono pronto a rifarlo". Con l'attuale presidente del Consiglio, il nostro ha una vecchia amicizia. Fu proprio lui a lanciarla in politica nominandola, quando era ancora giovanissima, responsabile della gioventù missina e poi raccomandandola per farla diventare ministro nel primo governo Berlusconi. Insomma, un legame politico non da poco.

Eppure nessuno pensava che Fini potesse riapparire sulla scena politica. In particolare perché lo aveva lanciato il Cavaliere ai tempi delle elezioni per il sindaco di Roma (contro Francesco Rutelli), ma fu poi lo stesso Silvio a "incriminarlo" perché da presidente della Camera qual'era allora, ne diceva ogni giorno una contro l'alleanza di centro destra che guidava il Paese.

Scomparso, in effetti, non avendo più la minima voce in capitolo nell'agone parlamentare. Fintanto che Lucia Annunziata non lo invitò in tv durante una trasmissione condotta proprio dall'ex presidente della Rai. Sorpresa? Si, non c'è dubbio, ma il ritorno in televisione ebbe un seguito prima in un programma del pomeriggio, "Bella mai", in onda su Rai 2, poi sempre sul piccolo schermo chiamato da Lilli Gruber nel suo importante spazio su La7. Infine, un'affollata conferenza alla stampa estera.

Ecco, il ritorno prima in sordina poi sempre più appariscente. Vederlo ora Fini ha un aspetto diverso. Gli anni passati lontano da quel mondo che gli apparteneva e lo aveva affascinato debbono aver pesato sul suo fisico. Però non ha perso il suo aplomb di uomo elegante, però assai lontano dai temi della politica di oggigiorno

Parla con i giornalisti che lo intervistano, ma lo fa con prudenza. Anche se non rinnega la sua fede politica. "Giorgia è una donna intelligente che studia prima di pronunciarsi. Era così anche quando la conobbi, giovanissima. Un pregio che non ha lasciato per la strada ora che è il primo ministro della repubblica. italiana".

Chi gli ricorda i tempi in cui ricopriva il prestigioso ruolo di presidente della Camera, sospira e gli piace rammentare quel che disse di lui Fausto Bertinotti, non certo vicino alle sue idee: "Fini si sta comportando in maniera ineccepibile".

E del partito democratico, diviso in mille correnti che si combattono giornalmente? Fini non cade nella trappola. Il passato gli ha insegnato pure qualcosa. "Io ritengo", sostiene "che dovrebbe ritornare ad infiammare i cuori". Parole calibrate che non possono creare polemiche. Ne ha già avute troppe nel passato. Insomma, nelle difficili stanze di Montecitorio o di Palazzo Madama il suo nome è tornato ad avere importanza, ma non troppa. Anzi quasi nulla.

Quando gli fai notare questa circostanza di non poco conto l'ex di lusso sorride e aggiunge: "Io in quegli appartamenti non ci voglio rientrare. Mi stanno stretti". Quanta verità in queste affermazioni? "Poche", risponde chi lo conosce bene.

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